Ricoveri e contagi, Padova è la più colpita E scende ancora l’età in Terapia intensiva

Il dg Dal Ben: «Situazione che non ci consente di stare tranquilli». Un dato positivo: il numero inferiore delle vittime

padova

Quello che ormai sembrava diventato un tabù è stato infranto: in provincia di Padova le persone positive al Covid 19 sono oggi sotto la fatidica soglia di novemila, sopra la quale erano stati inchiodati per settimane. Ma è meno di un pannicello caldo sui dolori della pandemia, non fosse che proprio Padova, ancora, si conferma di gran lunga la provincia con il più alto numero di contagiati del Veneto. Un primato che si riserva anche nel numero di ricoveri ospedalieri. Nei grigi del panorama disegnato dal Covid 19, un dato emerge in chiaro: fra le principali province venete, quella di Padova ha il numero più basso di decessi. Si abbassa ulteriormente, intanto, l’età dei ricoverati nelle Terapie Intensive.




Con 74.688 casi di positività rilevati da febbraio 2020 la provincia di Padova è quella che ha finora il maggior numero di contagi da coronavirus nel Veneto, seguita da Treviso con 74.238 e poi Verona con 74.076. Più distaccate Vicenza e Venezia, tra i 64 mila e i 63 mila, e ben al di sotto Belluno e Rovigo, tra i 20 mila e i 12 mila casi. Sono dati che vanno certamente rapportati anche al numero complessivo di abitanti di ciascuna provincia, motivo per cui il raffronto regge fra le prime tre considerate, ovvero Padova, Treviso e Verona.

E, in questo quadro, emerge ancora di più la “sofferenza” di Padova che oggi conta 8.814 positivi a fronte dei 6.650 di Verona e i 3.773 di Treviso. Su un dato, che non è certo trascurabile, Padova vede meno nero, ed è quello dei decessi causati dall’infezione da Sars-Cov2: da inizio pandemia tra città e provincia ci sono state 1.621 vittime, pari al 2,17% sul totale dei contagi, mentre sono state 1.699 a Treviso (2,28%), 2.002 a Vicenza (3,12%), ben 2.463 a Verona (3,32%). Negli ospedali padovani si registra il tasso di mortalità più basso del Veneto e fra i più bassi d’Italia.



A un numero maggiore di contagi non sorprende che corrisponda un numero maggiore di ricoveri: negli ospedali di Padova e provincia siamo a 486 pazienti Covid positivi ricoverati. Ieri mattina ha aggiornato la situazione dell’Azienda ospedaliera universitaria il direttore generale Giuseppe Dal Ben: «Siamo passati dai 180 pazienti il 30 marzo ai 198 del 5 aprile» rileva il manager di via Giustiniani, «con 108 ricoveri in area medica, 50 in Subintensiva e 40 in Terapia intensiva. Quest’ultima ha registrato un picco di 45 pazienti proprio il 30 marzo e continuiamo a vedere un impegno altissimo della Subintensiva che oscilla fra i 45 e 50 ricoveri».



I numeri che arrivano dal Pronto soccorso - quello centrale e quello del Sant’Antonio - raccontano del resto di una pandemia tutt’altro che in ritirata: «Nella settimana dal 30 marzo al 5 aprile» conferma Dal Ben, «abbiamo avuto un totale di 2.058 accessi al Pronto soccorso, di cui 191 - pari al 9,2% - per sintomi da Covid che hanno portato a 76 ricoveri, quasi il 40%. Solo tra Pasqua e Lunedì dell’Angelo ci sono stati 54 accessi Covid con 17 ricoveri. Sono stati invece 351 gli accessi al Pronto soccorso pediatrico nella stessa settimana, di cui 89 per sintomi da Covid, ma senza alcun ricovero». In area pediatrica rimane un solo minore Covid positivo.



Anche se la curva dei contagi ha rallentato, la situazione rimane complessa: «I contagi sono leggermente calati» conferma Dal Ben, «la curva si è quasi appiattita ma non ha imboccato ancora la discesa. Il fatto di essere andati sotto i 9 mila contagiati è solo un dato un po’ meno negativo. Nell’ultima settimana abbiamo avuto 2.371 nuovi casi e sono tanti, per questo la pressione sugli ospedali continua a essere molto alta. Non sono dati che ci consentono di stare tranquilli» conclude il direttore generale, «dobbiamo aspettare una decisa inversione della curva perché la situazioni migliori anche sul fronte della pressione ospedaliera».



Da un mese a questa parte nelle Terapie intensive dell’Azienda Ospedale Università di Padova continua a ridursi l’età media dei ricoverati. Un dato che viene imputato all’effetto della variante inglese. «Il 23 marzo l’età media era di 66,7 anni» sottolinea il dg Giuseppe Dal Ben, «ed era scesa a 65,3 il 30 marzo. Oggi è scesa ancora, ed è a 63,9 anni».

Stesso trend per la Terapia subintensiva: «In questo caso siamo passati da un’età media di 67,6 anni registrata tre settimane fa, poi salita a 69,7 e oggi scesa a 65,9. Solo in area non critica l’età media si è alzata» rileva Dal Ben, «passando da 68 a 69 anni».

Rispetto alla prima ondata della pandemia l’età media nelle Terapie intensive è diminuita di quasi 15 anni. «I grandi anziani sono pochissimi oggi» conferma Dal Ben, «mentre sono molto numerosi i pazienti fra i 50 e 60 anni con quadri molto severi». —

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