Lo storico bar Firenze di Padova è passato di mano. Italiani al posto di cinesi e dodici posti di lavoro

Marianna Ruggero e Simone Cerato

Il locale alla Sacra Famiglia era gestito da cittadini stranieri. I titolari della vicina gastronomia lo hanno rilevato e rilanciato  

PADOVA. Solitamente è un gestore italiano che lascia e arriva al suo posto un barista cinese. Al popolare bar Firenze che alla Sacra Famiglia si trova nel piazzale omonimo, all’incrocio con via Savona, è successo esattamente il contrario.

Una famiglia, originaria dello Zhe Jang, ha gestito il locale sino al mese di dicembre: visto che le entrate, in tempi di Covid, erano diminuite drasticamente, ha deciso di gettare la spugna e si è trasferita a Udine, dove vivono e lavorano tanti connazionali. Ed è a questo punto che si sono fatti avanti due giovani, che gestivano la gastronomia a fianco del bar dal 1999, Simone Cerato e Marianna Ruggero.


I due hanno preso in affitto i locali del bar ormai vuoti, li hanno totalmente ristrutturati e hanno dato vita al nuovo bar Firenze, destinato a diventare un punto di riferimento per il quartiere. I lavori sono durati tre mesi e il locale è stato riaperto soltanto pochi giorni fa, anche se, per il momento, essendo il Veneto ancora in zona arancione, può restare aperto esclusivamente per l’asporto.

Tra la gastronomia e il bar rivisitato lavoreranno a regime 12 persone. I posti a sedere, compresi quelli del plateatico sono 70. Ieri, a mezzogiorno, è passato anche l’assessore al commercio Antonio Bressa: «Il locale è stato rilanciato. Il titolare Simone è diplomato come sommelier e quando la pandemia sarà superata, organizzerà happy hours a tema dedicati ai grandi vini italiani, in particolare a quelli veneti prodotti sui Colli Euganei, nella Marca e nel Veronese».

Prima della famiglia cinese, il bar Firenze è stato gestito sempre da esercenti italiani, che l’avevano fatto diventare nel corso degli anni il locale più frequentato dai residenti, in particolare nel periodo quando era gestito da Flavio, Gabriele e Monia. I nuovi gestori puntano a rifarlo diventare il bar del quartiere. —




 

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