Gelate e siccità, mix micidiale: agricoltori in forte sofferenza nela Bassa Padovana

Allarme lanciato da Cia, Coldiretti e Confagricoltura: a rischio gli alberi da frutto. Problemi anche per mais e barbabietole con temperature scese anche a -2 

ESTE. L’agricoltura della Bassa padovana è messa in ginocchio dalle gelate di queste notti e dalla siccità. A lanciare l’allarme sono le tre categorie Cia, Coldiretti e Confagricoltura preoccupate per le temperature delle scorse notti che si aggirano sotto lo zero che compromettono le gemme degli alberi da frutto e per la mancanza di precipitazioni che ha costretto gli agricoltori a cominciare in anticipo le irrigazioni manuali.

Per correre al riparo e proteggere i ciliegi in fiore a Calaone di Baone gli agricoltori hanno bruciato della paglia vicino alle piante per evitare un eccessivo abbassamento della temperatura mentre in altre aziende frutticole sono entrati in funzione, come già due settimane fa, gli impianti anti brina.

Questi macchinari attraverso dei getti d’acqua nebulizzati formano sulle piante un sottile strato di ghiaccio che ricopre fiori e germogli bloccando la temperatura intorno allo zero per impedire bruschi cali che potrebbero essere dannosi nelle zone più esposte alle gelate. «Speriamo che questa nuova ondata di freddo duri il meno possibile», spiega Massimo Bressan presidente di Coldiretti Padova che con Condifesa Padova ha gli occhi puntati sulle coltivazioni più esposte.

«Sono a rischio anche le barbabietole e il mais seminati da poco e i frutti precoci. Tutti questi sfasamenti stagionali hanno un costo per i produttori costretti ad un surplus di gasolio oltre a strumenti sempre più tecnicamente avanzati per mettere in salvo verdura e frutta». Anche nel Conselvano la situazione è critica: nella notte tra martedì e ieri è stata registrata la temperatura più bassa di tutta la provincia con -2,2 gradi.

«In queste ore stiamo ricevendo molte denunce di danni alle coltivazioni, la situazione è grave», spiega il direttore di Condifesa Padova Tiziano Girotto. La conta dei danni però si potrà fare solo tra qualche giorno. «Di sicuro le gemme di diverse specie potrebbero rimanere bruciate a causa del freddo intenso», sottolinea il presidente di Cia Padova, Roberto Betto. «Siamo abituati a convivere con le difficoltà e piuttosto che lamentarci ci rimbocchiamo le maniche. Certo, questo evento avverso, seppur previsto, non ci voleva». Tra gli interventi auspicati da Cia c’è l’aumento del contributo del Mipaf a favore dell’assicurazione del raccolto, degli animali e delle piante.

Moltissima preoccupazione anche per i frutteti tra Este e Montagnana, dove due settimane fa erano stati registrati danni agli albicocchi e ora tocca a meli, peri e ciliegi. «La situazione è davvero anomala» commenta Michele Barbetta, presidente di Confagricoltura Padova, «anche per quanto riguarda la siccità: sono due mesi e mezzo che non piove. Per ora i Consorzi di bonifica hanno acqua a disposizione, ma se continua così ci saranno problemi davvero seri». —


 

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