Problema della siccità allarme in agricoltura

villa estense

Caldo anomalo e siccità, in mezza provincia è già tempo di irrigare per dare soccorso alle semine in difficoltà. È già allarme per agricoltori padovani visto che le semine in programma in questo periodo richiederebbero terreni meno secchi e maggiore disponibilità d’acqua. Così i tubi per l’irrigazione di soccorso sono già a terra da una decina di giorni un po’ ovunque, dal Piovese al Montagnanese. «Le variazioni climatiche hanno indotto gli imprenditori agricoli», spiega Coldiretti Padova, «prima ad intervenire per mitigare gli effetti del gelo di dieci giorni fa, ora per bagnare i campi. Si ricorre all’acqua per irrigare centinaia di ettari seminati a orzo e frumento in particolare e per sostenere le coltivazioni orticole, le barbabietole e, per chi è riuscito a seminarlo, anche il mais. Se non bastasse, fatica a crescere pure il foraggio destinato ad alimentare gli animali degli allevamenti zootecnici».


«Il terreno è sabbioso» spiega Nicola Menghesso, giovane imprenditore agricolo di Villa Estense, «e dove non c’è la possibilità di irrigare, i cereali e le altre coltivazioni faticano a crescere. Almeno il 40% del terreno coltivato nella Bassa Padovana non è raggiunto dall’irrigazione e ogni anno si ripresenta il problema della siccità. È allarme anche per gli allevamenti. Si sta irrigando lungo l’Adige, nella zona di Barbona, Vescovana, Granze e Stanghella».

Se il grande caldo fuori stagione è terminato e la teperatura si è abbassata, adesso il problema grande è la pioggia, ormai indispensabile. È prevista mezza giornata di pioggia solo stamattina, troppo poco per rimediare al fabbisogno d’acqua nei campi. «Senz’acqua», osserva Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova, «non c’è agricoltura. Di fronte ai cambiamenti climatici estremi degli ultimi anni vanno assicurate le portate delle concessioni idriche, attuando il risparmio irriguo, ammodernando la rete e realizzando nuovi invasi utilizzando le cave dismesse e i bacini».

Per favorire un risparmio idrico del 30% e incrementare la capacità di irrigazione, Coldiretti propone un intervento immediatamente cantierabile che prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi diffusi nel territorio e con un basso impatto paesaggistico, in grado di trattenere l’acqua per poi distribuirla all’agricoltura. Un progetto che ha coinvolto l’Università. —

Alessandro Cesarato

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