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L'ex Amusement Park di Padova sarà area residenziale

L'area fra la Guizza e Albignasego. Acquirente è la “Mogliano immobiliare”. Il titolare Luigi Savio: «Case ecologiche in legno per il progetto di riqualificazione»

PADOVA. Un’area residenziale con case ecologiche in legno, secondo i più avanzati canoni della bioedilizia, al posto dell’Amusement Park. Potrebbe essere questo il futuro dell’area degradata tra Guizza e Albignasego, che dopo ben dieci tentativi è stata finalmente aggiudicata all’asta circa due settimane fa. Ad acquisirla è stata la “Mogliano Immobiliare” di Mestre, che con un’offerta di 336.750 euro si è portata a casa un’area di ben 26 mila metri quadri. Tre anni fa, alla prima asta, la stessa area valeva 2, 4 milioni di euro. Dopo nove sedute andate deserte, il 21 marzo è arrivata l’offerta decisiva. A presentarla davanti al delegato alla vendita Enrico Zecchinato Gallo, è stato il titolare della società mestrina, Luigi Savio: «Siamo felici di esserci aggiudicati l’area. Ora aspettiamo di confrontarci con l’amministrazione per poter portare le nostre proposte e ascoltare le loro. Noi siamo a completa disposizione, ma è chiaro che non siamo farmacisti».

Futuro residenziale


Senza troppe chiacchiere: il business di Savio è ovviamente il residenziale. Costruisce case. Quell’area in via Fogazzaro però attualmente ha una destinazione d’uso ad impianti sportivi e verde attrezzato: andrebbe quindi cambiata per favorire l’ingresso di Savio. Servirebbe quindi una variante approvata prima dalla giunta, e poi dal consiglio comunale se si decidesse di autorizzare l’operazione. La discriminante pare però essere un progetto che garantisca una vera riqualificazione della zona. I presupposti quindi ci sono tutti. Va ricordato che l’ex Amusement Park fino al 2008 era un grande parco giochi per i bambini, con una pista di mini-car, tappeti elastici, mini-golf, bowling, piscina, una sala da ballo e un ristorante. Ora è invece abbandonato e nel pieno degrado da 13 anni.
 

Regno di sbandati

Da più di un decennio i residenti segnalano la frequentazione assidua da parte di spacciatori, tossicodipendenti e balordi. A gennaio all’interno era stata anche rilevata un’enorme svastica disegnata sul pavimento, poi fatta rimuovere dall’amministrazione. Pochi mesi prima era stato ritrovato il cadavere di un ragazzo di appena 23 anni morto per overdose.



Luigi Savio, che in settimana incontrerà il vicesindaco Andrea Micalizzi per esporre il proprio progetto, però sembra propenso a trattare: «La mia idea sarebbe quella di farci delle bellissime casette ecologiche in legno, ma per farlo non mi servirebbe tutta l’area – spiega Savio – E quindi quella che resta potrei anche cederla al Comune, affinché ci faccia ciò che ritiene più opportuno per riqualificare il quartiere e per i residenti. Questo però non pregiudica nulla, perché non siamo neanche ai preliminari, e quindi siamo pronti a ragionare su tutto. Certo, come dicevo prima, non siamo farmacisti e se non possiamo costruire poi l’area rischia di rimanere com’è adesso». L’unica certezza per ora è che non ci sarà un nuovo supermercato, escluso categoricamente dalla giunta Giordani e dallo stesso Savio tra le opzioni possibili. Davanti ad una proposta di riqualificazione l’amministrazione si è già detta disposta a sedersi attorno ad un tavolo per valutare e trovare eventualmente un accordo per uno scambio. —


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