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Sostegno ai salari delle Terme, 5 giorni sono scoperti

Rinnovato il fondo fino al 31 dicembre, ma il decreto legge del governo lascia un “buco”: «È la terza volta, basta» 

ABANO. Nuova boccata d’ossigeno per i lavoratori delle Terme Euganee, dopo che il decreto legge pubblicato lo scorso 22 marzo ha stabilito le misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici connesse all’emergenza da Covid-19, estendendo di fatto gli ammortizzatori sociali dall’1 aprile al 31 dicembre 2021 con 28 settimane anche non continuative di Fis Covid, il Fondo d’integrazione salariale che viene corrisposto a quanti operano con contratti a tempo indeterminato.

Terza volta


A lasciare però interdetti è il fatto che per la terza volta consecutiva, i nuovi periodi di sostegno al reddito siano conteggiati alcuni giorni dopo la fine del precedente intervallo di 12 settimane, lasciando giornate scoperte dagli ammortizzatori sociali.

«Non si capisce la ratio con la quale vengano assegnate le date di inizio dei periodi di Fis Covid», spiega Marco Gottardo, direttore di Federalberghi Terme Abano Montegrotto. «Dal punto di vista quantitativo questa tranche di ammortizzatori soddisfa sia le parti datoriali che quelle sindacali. Ovviamente al netto del fatto che siano effettivamente sufficienti alla copertura dell’emergenza e che l’emergenza pandemica subisca un freno grazie ai vaccini o all’estate. In caso contrario le settimane, se fossero usate consecutivamente, arriverebbero a coprire fino ad ottobre e non è azzardato ipotizzare che il prossimo inverno possa comunque continuare a registrare un minore flusso di clientela e un minore bisogno di tutti i collaboratori da parte delle imprese. Per quel che vediamo ad oggi, possiamo dire che i pagamenti del Fis da parte dell’Inps stanno fluendo abbastanza bene. Resta da capire, però, la ragione per cui le settimane di copertura, al momento dell’assegnazione, non abbiano mai come data di partenza quella della conclusione delle precedenti. Ovvero, una volta terminate le 12 settimane continuative concesse dal primo gennaio fino al 25 marzo, quelle stabilite ora dal decreto vanno dall’1 aprile, lasciando un punto interrogativo sul sostegno al reddito dei 5 giorni restanti in mezzo».

Insomma, dal 26 al 31 marzo i dipendenti delle strutture alberghiere rischiano di non prendere né stipendio né Fis.

Appello al governo

Le aziende hanno finito le risorse da elargire e quasi tutti i dipendenti non hanno più giorni di ferie e permessi a disposizione. Questa incongruenza si sta verificando per la terza volta: a dicembre il Fis si era interrotto il 27, lasciando scoperti 3 giorni. Stesso dicasi per il luglio 2020.

«L’auspicio è che il governo, in fase di conversione del Decreto legge, recepisca queste osservazioni, come già accaduto per altre problematiche, ad esempio il canone Rai agli alberghi chiusi ridotto del 30% nello stesso decreto, per il quale il ministro Garavaglia ha già assicurato l’abolizione in fase di conversione. Speriamo che venga recepito questo nostro appello: il Fis Covid è uno strumento fondamentale per i 3.500 dipendenti potenzialmente destinatari della misura, sui 5.500 totali del Bacino Termale Euganeo. Di questi, attualmente, 500 sono in forza nelle circa 20 aziende aperte, quindi le pratiche si stanno concretizzando per i restanti 3.000 lavoratori». —


 

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