Una morìa di pesci nella roggia della Villa Colpa dell’asciutta

La denuncia: «Nessuno si è accorto nonostante la puzza» La risposta: «Recupero non fatto, il ristagno è sufficiente»

Silvia Bergamin /PIAZZOLA

Morìa di pesci a pochi passi da Villa Contarini, animali vittime di un’asciutta nella Roggia, nessuno si è occupato di recuperarli. È successo ieri in uno dei luoghi più belli di Piazzola e del Veneto: pesci agonizzanti o morti, altri che cercano di sopravvivere in pozzanghere d’acqua.


A lanciare l’allarme e a denunciare il danno ambientale è stato Alberto Bettella, presidente della Asd Pescatori Padovani: «Ero andato ad allenarmi a Piazzola e sono passato vicino alla diramazione del corso d’acqua Roggia Contarina dove è in corso un’importante asciutta, che sta causando grossi problemi alla fauna ittica. C’erano decine di pesci morti e tanti altri in sofferenza a causa dello scarso livello di acqua presente».

Che cosa è successo?

«In questi piccoli corsi d’acqua ci sono specie rare come barbi, lucci, tinche, pighi, gobioni e triotti, molte sono di interesse comunitario ai sensi della direttiva habitat 92/43/CE. Bisognerebbe prestare molta più attenzione quando devono essere svolte delle asciutte, soprattutto in questo periodo di riproduzione della fauna ittica. Devono essere obbligatoriamente comunicate agli enti preposti per effettuare i recuperi ittici preventivi che in questo caso non sono stati fatti. Deve esserci stato un cortocircuito nelle competenze».

Le asciutte sono programmate con largo anticipo dal Consorzio di Bonifica Brenta. «Si sentiva puzza di marcio, strano che nessuno se ne sia accorto prima», aggiunge il pescatore.

Il presidente del Consorzio Enzo Sonza appena avvisato del problema dai carabinieri della Forestale ha inviato sul posto un paio di tecnici: «Nel mese di febbraio abbiamo programmato le asciutte, tutti sono stati avvisati. In quel tratto di Contarina di solito non viene mai fatto il recupero perché c’è un ristagno sufficiente per garantire il minimo vitale e ci sono sempre stati pochi pesci. La siccità di questo periodo ha sicuramente aggravato la situazione. Sottolineo tuttavia che investiamo molte risorse per il recupero dei pesci ogni anno, abbiamo sempre cura di questo aspetto». ––

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