«Quando è partito da qui il suo casco era ben allacciato»

PIOMBINO DESE.

«Alessio si stava facendo la patente ed era già pronto a vendere la moto per comprarsi la macchina». Lo confida Gianluca Rossi, un grande amico del 18enne. È stato lui l’ultimo a vedere Alessio prima dell’incidente e non si dà pace per averlo perso per sempre. «Era venuto da me alle 18, ha lasciato giù la moto e siamo andati a fare una corsetta», racconta. «Non mi sembrava stanco». Eppure Alessio aveva chiesto alla madre di accompagnarlo, forse una sorta di premonizione o forse perché il giovane aveva fretta.


Alessio e Gianluca erano amici fin da bambini e adesso si trovavano pure a frequentare lo stesso istituto superiore, il Giorgione, anche se in classi differenti. Ieri mattina Gianluca ha saputo della morte dell’amico e con altri del gruppo di studenti dell’istituto trevigiano è andato sul luogo dell’incidente. La classe ha posto un mazzo di fiori ai piedi del palo contro cui Alessio si è schiantato.

Uno dei tanti mazzi che poi hanno riempito quel luogo. Davanti a quel palo danneggiato, anche gli amici si sono domandati cosa poteva essere successo. «Sentivo gente che diceva che Alessio impennava, che faceva cose», aggiunge Gianluca, «ma non sapendo neanche impennare come faceva? Non era neanche la moto giusta, la sua era una Yamaha stradale. Non è facile impennare, lo fanno i motociclisti esperti». Gianluca è sicuro che Alessio indossasse il casco: «Quando è uscito da casa mia l’aveva allacciato, poi non so se con il colpo gli sia rimasto addosso». Il dolore per la perdita di un amico è un fardello troppo pesante da sopportare per questi ragazzi. Davanti a quel mazzo di fiori a ricordare che li si è compiuta una tragedia il pensiero corre ad Alessio, a quel tremendo impatto che ha perfino ammaccato il un palo in ferro. «Speriamo che non abbia sofferto, che non abbia sentito niente», è la premura di Davide Bragagnolo, un altro amico di Alessio. Anche lui frequenta la quinta come Rossi. «Andiamo tutti a Castelfranco in treno, anche lui. Ultimamente veniva a scuola in moto ma presto avrebbe avuto la macchina», commenta con amarezza Davide. —

Giusy andreoli

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