Padova, tornano in classe 110 mila studenti

Da mercoledì in presenza tutte le scuole, tranne le superiori che resteranno in Dad al 50%. Potenziati anche i trasporti



Mercoledì 7 aprile torneranno in classe, in presenza, circa 110 mila studenti, con il Veneto di nuovo in zona arancione. Non solo gli allievi delle materne, delle elementari e delle prime medie, com’è previsto quando una regione si trova in zona rossa, ma anche quelli delle seconde e terze medie e di tutte le cinque classi degli istituti superiori, che saranno in Dad al 50 per cento.


In pratica, in tutta la provincia, tornano sui banchi di scuola, naturalmente sempre con mascherina e con il gel a portata di mano, circa 110 mila studenti se si tiene conto del ritorno a scuola di 5.271 bambini delle materne statali, di 38.219 ragazzi delle elementari, 25.918 delle medie, del 50% degli studenti delle scuole superiori (19 mila su 38.000), oltre a 18 mila bambini delle materne paritarie, iscritte alla Fism. E di quelli che frequentano tante altre scuole a vario titolo tra cui i ragazzi dell’Enaip/Acli, dei salesiani del Ciofs, Camerini Rossi, Don Bosco, Barbarigo, Rogazionisti, Bettini, Teresianum, Le Dimesse, English School, della scuola steineriana Waldorf, di Altichiero, scuola internazionale italo-cinese dell’Arcella, dell’istituto Poloni di Monselice e della Dante Alighieri. Riaprono anche gli asili nido, che solo a Padova sono 18 con circa mille bambini da zero a tre anni e quelli gestiti dalle singole parrocchie.

Le scuole erano state chiuse il 13 marzo, appena dopo quelle del Cittadellese e della zona Terme-Colli Euganei (finite in zona rossa a causa dei contagi), mentre erano rimaste aperte dal primo febbraio.



«Ogni singolo preside dovrà avvisare sia i propri studenti che i rispettivi genitori», sottolinea il provveditore agli Studi, Roberto Natale.

«Quasi certamente anche questa volta, nei prossimi giorni, ci sarà la nota congiunta dell’Ufficio Scolastico Regionale e della Regione Veneto sull’obbligo minimo del 50% degli studenti in presenza negli istituti superiori, che, in base all’ultimo Decreto Legge, non potrà superiore il 75%. Naturalmente, come in passato, sarà applicata, per gli studenti che a turni resteranno a casa, la didattica a distanza, che, nelle scuole padovane ha sempre funzionato bene».



Ma cosa dicono i singoli presidi? «Obbedisco», dice Enrico Ghion, dirigente del Selvatico e coordinatore dei presidi aderenti all’Anp. «D’altronde i protocolli sanitari sono ovunque già rodati ed efficienti. Speriamo che questa volta si resti in presenza sino al 4 giugno, ultimo giorno di scuola e che il virus, man mano che aumentano le vaccinazioni, stia lontano dalle scuole e da tutti noi». Dello stesso tono avviso di Andrea Bergamo, preside attuale dell’istituto Don Bosco ex ex-Provveditore agli Studi. «Da me, da mercoledì, torneranno in presenza 850 tra bambini e ragazzi. Siamo pronti ad accoglierli tutti con un grande entusiasmo visto che la vera scuola è quella in presenza, senza trascurare, però, anche il valore della Dad, che, in questi ultimi tempi, è stata potenziata con un più efficiente wi-fi. Come misura cautelativa, secondo me, non sarebbe sbagliato mantenere in presenza solo il 50% degli studenti». Tra i presidi degli Ic soddisfatto Andrea Muto. «Una scelta giusta», osserva il dirigente del Secondo Ic. «Sarebbe stato un errore, per le scuole secondarie di primo grado, far tornare in presenza solo i ragazzi delle prime medie».



Da mercoledì, sia in città che in provincia, tornano sulla strada sia i 200 bus aggiuntivi a quelli di BusItalia Veneto, dei quali 40 concessi in sub-appalto alla società turistica di Daniele Rigato e sia i 40 steward di tre cooperative incaricate, che dovranno sorvegliare il comportamento dei ragazzi, per evitare assembramenti. —





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