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A Maserà e Teolo i medici di base vaccinano i primi pazienti

La squadra dei vaccinatori di Maserà

Sessanta persone allo studio coordinato dal dottor Guerra . Dosi al palazzetto dei Vicari, sede del museo “Formaggio” 

MASERA’. «È stato un vero e proprio colpo di fortuna e una gradita sorpresa ricevere la chiamata del mio medico curante per la vaccinazione. Una comodità assoluta, senza code, né attese o altri disagi. In venti minuti ho fatto tutto, cosa chiedere di meglio?». Giorgio Galeazzo, classe 1947, è il primo dei sessanta pazienti vaccinati il 3 aprile nel centro allestito dalla Medicina di Gruppo Integrata di Maserà nella Casa delle Associazioni.

Vaccini a Maserà


Alle 9 in punto ha varcato la soglia e, dopo la misurazione della temperatura e un breve colloquio con il suo medico, è stato vaccinato. Cinque minuti in tutto, più i 15 trascorsi in osservazione, seduto nell’atrio, con la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con i volontari.

Nel frattempo venivano vaccinati, dai rispettivi medici curanti, Rinaldo Barollo e Virginio Donà. E così via per tutta la mattina, fino all’ultimo prenotato. «La procedura è ben collaudata e non ci sono stati problemi, avevamo già preparato tutto nel dettaglio» afferma il dottor Cosimo Guerra, coordinatore della Medicina di gruppo integrata di Maserà, una struttura che conta 13 medici di medicina generale e il servizio infermieristico. Ai pazienti è stato somministrato il vaccino AstraZeneca, l’unico disponibile, per ora.

«I giorni scorsi io e i miei colleghi» continua il dottor Guerra «avevamo chiamato direttamente i nostri pazienti tra i 70 e i 74 anni per fissare l’appuntamento. Abbiamo perciò selezionato i candidati ideali alla vaccinazione, tra coloro che non presentavano particolari patologie, eseguendo così una prima anamnesi a monte che ha contribuito ad accorciare i tempi in sede di vaccinazione. Prima della somministrazione abbiamo rilevato la temperatura e fatto un rapido riepilogo».

Insieme a Guerra c’erano le dottoresse Carla Cristina Pettenuzzo, Maria Pia Camarda e Patrizia Vesco. A vigilare sul centro vaccini una nutrita truppa di volontari, dal comitato della Croce Rossa di Maserà alla sezione dell’associazione nazionale carabinieri.

«È un servizio che funziona e che andrebbe replicato» afferma il sindaco Gabriele Volponi «perché non si creano assembramenti e non si costringono le persone a lunghe attese. Più di un mese fa avevamo dato all’Usl la disponibilità ad aprire un nostro centro vaccinazioni. Ora speriamo di poter continuare al più presto, già il prossimo fine settimana». Martedì ci sarà un incontro fra i rappresentanti dei medici di base e la direzione dell’Usl 6 per definire l’organizzazione delle vaccinazioni, sulla quale nei giorni scorsi non erano mancate le polemiche.

Ecco come funzionano le vaccinazioni dei medici di base



Vaccini a Teolo

Vaccinazioni tra i quadri e le sculture del museo di arte contemporanea “Dino Formaggio”, al palazzetto dei Vicari di Teolo Capoluogo, il 3 mattina per i pazienti del medico di base Stefano Bellon. Le inoculazioni hanno riguardato le persone dai 70 ai 79 anni. In tutto 36, immunizzate con i sieri Pfizer e AstraZeneca, sono state distribuite senza creare assembramenti nei due piani della storica struttura che risale ai tempi della Repubblica di Venezia.

Con il dottor Bellon che nei giorni scorsi aveva dato la disponibilità a vaccinare i propri pazienti, c’erano il direttore del distretto sanitario Terme e Colli dell’Usl, Piero Realdon, i suoi più stretti collaboratori impegnati nell’organizzazione della campagna vaccinale, Elena Marcante e Giovani Leone, e la dottoressa Valentina Gazzoni neo medico di base a Saccolongo.

Ad una certa ora è passato per un saluto il sindaco di Teolo, Moreno Valdisolo, al quale era stata proposta una dose tra quelle avanzate che però il primo cittadino, che ha 50 anni, ha preferito rinunciare a favore di un anziano del paese. Valdisolo ha auspicato che l’esempio del medico di base di Teolo Capoluogo venga intrapreso presto anche dai medici che operano nella parte pianeggiante del comune. La scelta di scegliere il Palazzetto dei Vicari per vaccinare i pazienti anziani è stata accolta con favore tra gli abitanti del borgo.

«Quando ho proposto al dottor Realdon di vaccinare i miei pazienti mi ha subito assecondato», afferma Bellon. «Nei giorni scorsi li abbiamo avvisati e la risposta oggi è stata totale».

Il direttore del distretto Terme e Colli dell’Usl 6 ha parlato anche della situazione vaccini nella nostra provincia. «Abbiamo la previsione di un arrivo la prossima settimana di ulteriori dosaggi di vaccini per cui dopo aver fermato la vaccinazione di una tipologia di persone fragili, ultraottantenni e ultranovantenni che hanno necessita di un particolare vaccino (Mnra), mentre abbiamo proseguito in Fiera con le classi dai 79 ai 70 anni, contiamo ore di ripartire».

Realdon ha spiegato che per quanto riguarda i medici di base, dei 600 operanti a Padova e provincia per ora 300 hanno dato la disponibilità a vaccinare. «Sono convinto», ha detto il direttore, «che nei prossimi giorni si aggiungeranno anche gli altri». Tranne uno che sappiamo essere contrario al vaccino e lui per primo e non ha intende vaccinarsi.


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