Prenotazioni, sito e centralino in tilt Disagi con il portale, Zaia si scusa

venezia

Le luci, 37. 267 vaccinazioni eseguite nelle ventiquattr’ore – circostanza che colloca il Veneto in vetta tra le regioni italiane – e 18 mila prenotazioni validate on line nella sola mattinata. Le ombre, con gli ingorghi digitali del nuovo portale, il collasso del numero verde riservato alle informazioni, i disguidi nella lettura del codice fiscale d’accesso. «Mi scuso con i cittadini per i disservizi, siamo in fase di rodaggio, è un’operazione mai sperimentata prima», il commento di Luca Zaia «però la macchina allestita si dimostra efficace e semmai procede a velocità dimezzata per scarsità di materia prima. Ci vorrebbero 80 mila dosi al giorno, invece 4-5 Ulss non hanno aperto gli accessi perché prive di flaconi. Il call center? È dotato di cento linee ma dobbiamo perfezionare le risposte del sito, i tanti dubbi – legittimi – hanno spinto i cittadini ad intasare i telefoni con decine di migliaia di chiamate».


L’esito? Un irritante nastro registrato che definiva l’800462340 «utente non raggiungibile» (anziché occupato) generando ulteriore confusione: «Abbiamo sollecitato una rettifica a Telecom, ora il numero funziona e l’avviso è corretto», fa sapere l’assessore alla salute Manuela Lanzarin, lesta ad ammettere gli errori nell’identificazione dei soggetti fragili e invalidi (che hanno diritto alla precedenza al pari degli over 80) attraverso il codice fiscale di riconoscimento.

«Abbiamo scontato due contrattempi tecnici», chiosa al riguardo il direttore della sanità Luciano Flor «anzitutto, la mancata attivazione del banner che segnala l’avvenuta saturazione delle disponibilità entro i sette giorni: al suo posto compariva una scritta che escludeva tout court la possibilità di prenotarsi. Non bastasse, nel passaggio dal link della singola Ulss al portale era sparita la pagina riassuntiva delle patologie che garantiscono la priorità. L’uno e l’altro ora sono stati ripristinati». «Le prospettive della campagna? Abbastanza buone, da martedì in Veneto arriveranno 120 mila vaccini Pfizer ogni settimana, ci serviranno per completare il ciclo e allargare la copertura nelle fasce citate, 460 mila persone in totale. C’è una richiesta enorme di sicurezza da ogni parte della società».

Il bilancio provvisorio? 905 mila le somministrazioni ad oggi, pari al 99% delle forniture ricevute dalle case farmaceutiche; 280. 200 i cittadini che hanno completato il ciclo (rappresentano il 5, 7% della popolazione), quasi 625 mila (12, 7%) quelli che hanno ricevuto la prima dose. Nel complesso, i grandi anziani intercettati raggiungono il 70%, percentuale che scende al 40 nelle fragilità.

Che altro? All’appello dei vaccinati nel circuito sociosanitario mancano 10. 200 persone, inclusi 1167 medici; al riguardo, il nuovo decreto Covid del Governo impone l’obbligo dell’immunizzazione, pena il trasferimento (anche in ruoli declassati) e la sospensione dal servizio e dallo stipendio: «Richiederemo agli ordini professionali gli elenchi degli iscritti e ne incroceremo lo stato vaccinale, poi le Ulss contatteranno quanti sono scoperti, avranno tre giorni per decidere», avverte Francesca Russo, il capo del dipartimento prevenzione. «Io sono per la libertà di scelta e la volontarietà», conclude il governatore «ma chi rifiuta di toccare un’arma non può pretendere di fare il metronotte». —

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