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Scontro tra medici di base e Usl Euganea: «A queste condizioni non vacciniamo»

Il segretario provinciale della Fimmg Domenico Crisarà

Crisarà alla Conferenza dei sindaci: «Nel portale prenotazioni per anziani tra i 70 e i 74 anni. E noi cosa facciamo?» 

PADOVA. Dopo il caos sullo stop ai vaccini scoppia la bufera su chi deve somministrare i pochi che ci sono. Così, nel corso di un’accesa Conferenza dei sindaci, i medici di base annunciano il ritiro della disponibilità a vaccinare. Momenti di tensione giovedì pomeriggio nella riunione fiume che ha coinvolto i primi cittadini e a cui ha partecipato anche Domenico Crisarà, in qualità di segretario provinciale della Fimmg, il sindacato dei medici di base.

Quest’ultimo ha fatto saltare il banco dopo che l’Usl 6, rimasta senza vaccini per gli ultraottantenni, ha aperto le prenotazioni per gli anziani dai 70 ai 74 anni, finendo per duplicare le coorti che aveva in precedenza destinato ai medici di base.

Cosa che ha fatto infuriare Crisarà che, dopo l’impegno profuso per dare una mano nell’immunizzazione della popolazione, si è visto sottrarre il lavoro: «Dopo che ci eravamo accordati per vaccinare le persone dai 70 ai 74 anni, ho improvvisamente appreso che ora quelle stesse persone si possono iscrivere autonomamente al portale dell’Usl» spiega Crisarà «a questo punto devono spiegarmi come faccio a sapere come devo muovermi. Come faccio a sapere chi si è vaccinato e chi aspetta la mia telefonata, né posso chiedere ai 600 medici di base del Padovano di mobilitarsi ritagliandosi del tempo e organizzandosi negli spazi quando non sappiamo quante persone dobbiamo vaccinare. Alla fine tutto potrebbe esaurirsi in una ventina di persone a testa. Se ci rubiamo il lavoro perdiamo tempo tutti» aggiunge dal suo studio a tarda sera.

«Devo fare ancora 9 telefonate prima di andare a casa, perché la gente non ha solo il Covid, ma continua ad avere tumori e mal di pancia». Inutile l’intervento del sindaco di Padova, Sergio Giordani che ha cercato di ricondurre a più miti consigli la Fimmg: «Non puoi ritirare la disponibilità» le sue parole «dobbiamo darci una mano». Irremovibile però Crisarà che ha detto di vivere la scelta come un fallimento innanzitutto organizzativo, ma anche personale, ma denunciando che questo sistema crea aspettative nella popolazione ben sapendo di deluderle.

Nella stessa sede ha tuttavia garantito l’immunizzazione a domicilio dei non deambulanti: «In questo contesto è difficile organizzarsi seriamente ma se ci danno i vaccini noi continuiamo ad andare a domicilio» ha ribadito «io ho personalmente acquistato le borse frigo per i colleghi in modo da permettere di vaccinare tutti gli ultraottantenni costretti a casa».

Dal canto suo il dg dell’Usl 6 Paolo Fortuna ha ammesso la confusione ingenerata anche a causa dell’obiettivo ambizioso affidato dalla Regione sostenendo che difficoltà e contraddizioni possono essere superate, mentre il ds Piero Realdon ha ribadito che i medici di base sono punta di diamante del sistema e che molto dovranno fare. Questa volta dai 69 in giù.

Tant’è: la situazione non è componibile e viene rimandata a un chiarimento successivo. Ai sindaci non è rimasto che prendere atto di quanto stava accadendo: «Siamo stati spettatori di una piece teatrale di cui non capivamo il senso, abbiamo assistito allo sfogo di Crisarà con l’Usl per la mancanza di indicazioni chiare» commenta il sindaco di Saonara Walter Stefan «la situazione è scoraggiante. Io stesso mercoledì sera alle 22.04 ho ricevuto l’elenco di 125 ultraottantenni da avvisare che il giorno dopo non avrebbero dovuto vaccinarsi. Detto che il problema principale è la mancanza di vaccini e che nessuno vuol buttare la croce addosso all’Usl, l’impressione è che quest’ultima e i medici di base non si siano parlati. Serve un tavolo anche con la Regione per dare un minimo di organizzazione e chiarezza».

La Giornata era cominciata con la convocazione del comitato dell’ex Usl 16, nel tentativo di risolvere il problema dei 4 mila padovani di cui non è stato trovato recapito telefonico al momento di disdire le convocazioni dei 17 mila ultraottantenni: «Noi sindaci ci avevamo messo tutta la nostra buona volontà portando le lettere direttamente a casa ai nostri grandi anziani e all’ultimo ci è stato chiesto di dir loro di stare a casa» spiega Alessandro Bisato, presidente della conferenza dei sindaci «non è possibile che nel 2021 ci siano persone che non riusciamo a contattare, serve un database in cui si interfaccino le anagrafiche dei Comuni e delle Usl, coinvolgendo anche i medici di base». —


 

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