Fiera, Giordani difende il salvataggio «Sarebbe stato un enorme buco nero»

Il sindaco approva il piano industriale di Padova Hall: «Con Centro congressi e Arena della musica diventerà polo attrattivo»



Il sindaco guarda oltre i numeri e si dice convinto di poter rilanciare un sistema fieristico che, a causa della pandemia, ha registrato forti perdite e ha dato il via libera a un nuovo piano industriale. E soprattutto rivendica la decisione di non farla fallire creando un enorme buco nero in città. «Per i soci pubblici, già dal 2017 sarebbe stato certamente più comodo lasciare che la situazione in fiera precipitasse da sé, magari per poi dare la colpa a chi c’era prima o a chissà chi», ha spiegato ieri Sergio Giordani, «peccato che la città avrebbe avuto un cratere urbano nel suo cuore e avrebbe perso per anni l’uso di un polo che è bene pubblico e pubblico patrimonio».


il piano

Giordani interviene a due giorni di distanza dall’assemblea di Padova Hall che ha approvato all’unanimità un nuovo piano industriale. Attualmente le previsioni parlano per la fiera di un negativo di cassa di dieci milioni di euro circa mentre già dal mese di maggio saranno esaurite le disponibilità liquide. Per questo l’advisor Roland Berger ha predisposto un piano chiamato Restart che impone il ripensamento del business model fieristico, la valorizzazione degli asset e la revisione della struttura e dell’assetto complessivo. Ma sono i numeri del 2021, sui quali ovviamente pesa la costruzione del Centro congressi e lo stop delle attività dovute al Covid, a creare un po’ di preoccupazione. Ma prima di tutto Giordani vuole difendere la scelta fatta anni fa. «Ci siamo rimboccati le maniche e dentro una straordinaria collaborazione tra enti abbiamo salvato l’ente in una situazione che già all’epoca era a dir poco complessa. Purtroppo la pandemia mondiale sta ulteriormente mettendo in ginocchio tutte le fiere d’Europa e giunti a questo punto uno sforzo di ripensamento e innovazione è non solo necessario ma doveroso per non disperdere un bene del territorio».

le scorciatoie

«Qua non servono chiaramente scorciatoie», aggiunge Giordani, «perché per intenderci rendere l’area residenziale o commerciale costerebbe davvero poco anzi potrebbe pure portare utili, ovviamente però questa idea non ci sfiora nemmeno perché significherebbe svendere qualcosa che abbiamo ereditato dall’impegno del passato e che vogliamo proiettare nel futuro. Da qui parte l’ambizioso progetto di riqualificazione funzionale e ripensamento al passo coi tempi del quartiere fieristico senza disperdere la possibilità di svolgere esposizioni ma anzi consolidandola dentro un contesto che abbracci le migliori e lungimiranti innovazioni in grado di catalizzare nuova attrattività sulla Fiera e su tutta la città. Il managment e il cda di Padova Hall stanno operando in maniera assidua e si stanno avvalendo dei migliori esperti internazionali del settore. Questa fase di stop imposta dal Covid non ferma le progettualità innovative e la ricerca di nuove partnership così da costruire da subito un futuro di stabilità e sviluppo per il complesso fieristico». —

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