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Sta davanti alla casa dell’ex e minaccia di darsi fuoco

La caserma dei carabinieri di Albignasego

Albignasego, il 34enne aveva i vestiti inzuppati di benzina: il pm Dini ha chiesto e ottenuto il divieto di avvicinamento alla compagna dopo un rapporto dei carabinieri

ALBIGNASEGO. È il 2 marzo scorso. Lui, un padovano di 34 anni, sta cercando con insistenza un contatto con l’ex compagna che non vuole più saperne della sua ossessiva gelosia e dei suoi comportamenti violenti. Così di fronte al “muro” che la donna ha alzato come forma di auto-protezione, l’uomo è andato oltre, presentandosi davanti alla casa di lei, confuso e adirato. Poi, con i vestiti inzuppati di benzina, ha minacciato di darsi fuoco. È l’ultimo atto di una triste storia che dura dallo scorso luglio. E che ha fatto scattare nei confronti dell’uomo la misura cautelare del divieto di avvicinamento all’ex convivente: il provvedimento, firmato dal gip Maria Luisa Materia, era stato chiesto dal pm Sergio Dini dopo aver ricevuto un preoccupato rapporto dei carabinieri di Albignasego che avevano convinto il 34enne a sottoporsi a una visita psichiatrica. L’uomo è indagato per maltrattamenti aggravati.

L’apice di quella violenza è stato patito pure dalla figlia della donna avuta da una precedente relazione: pochi giorni dopo l’episodio, la bambina ha avuto una crisi di pianto a scuola. E si era sfogata con le insegnanti raccontando l’inferno che lei, la mamma e il fratellino stavano vivendo (il piccolo è figlio della relazione tra la donna e il 34enne). È con la scusa di vedere il bimbo che l’uomo aveva cominciato a essere pressante. In realtà il suo obiettivo era riprendere la convivenza. Una convivenza alla quale l’ex compagna aveva posto fine lo scorso settembre. «Personalità allarmante, incapace di tenere a freno la propria ira» così viene descritto nelle carte dell’inchiesta il 34enne, già indagato per lo stesso reato nei confronti di una precedente compagna che poi ritirò la querela. Un uomo deciso a non indietreggiare di fronte a nulla: nelle scorse settimane è stato convocato dai carabinieri per essere interrogato e diffidato a non avvicinarsi all’ex. Lui ha negato ogni accusa, salvo poi tentare di contattare la donna lo stesso pomeriggio. «I nostri rapporti si sono deteriorati a causa delle sue sfuriate... degli insulti continui e del maniacale controllo del mio cellulare e delle mie amicizie... Mi costringeva a cancellare i numeri di amici e colleghi» aveva raccontato la vittima nella denuncia, ricordando come, appena invitato a lasciare casa, «ha cominciato a minacciarmi al telefono con assillanti richieste di tornare a vivere insieme... Dopo l’ennesima violenta lite con spintoni contro il muro, l’ho costretto ad andarsene... Allora sono ricominciate le persecuzioni telefoniche e i messaggi con minacce, urla, bestemmie insulti... Sono stanca e stressata, non esco più di casa, ho tanta paura».


Il padre e il fratello della vittima hanno confermato tutto. —



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