Scontro Consorzio-Regione sulle bollette della Tari

Il Comune ha aumentato l’importo dopo l’approvazione del Piano economico Ma per Palazzo Balbi l’ente Padova Sud non poteva definire le tariffe 

MONSELICE

Una richiesta di convocazione del consiglio comunale arriva dall’opposizione per discutere della Tari, la tariffa del servizio di asporto dei rifiuti. La mozione presentata riguarda lo scontro tra la Regione e il Cps (Consorzio Padova Sud) in merito a chi sia il soggetto abilitato a validare il Pef, il Piano economico finanziario, che definisce il servizio raccolta smaltimento rifiuti e soprattutto il costo della bolletta. La questione riguarda 46 comuni della Bassa padovana ed è partita da una missiva di gennaio con cui il Comune di Villa Estense contestava al Consorzio il ruolo di “Ente territorialmente competente” alla validazione e approvazione dei Pef. La Regione a marzo risponde dando ragione al Comune: il consorzio non può definire le tariffe dei rifiuti e indica nel commissario liquidatore degli enti di bacino, Gianni Carlo Silvestrin, il referente per la validazione dei Pef . La vicenda è complessa e si trascina dal 2012, anno del commissariamento da parte della Regione dei Consorzi Padova Tre e Quattro.


fallimento e debiti

Sullo sfondo della vicenda c’è la fitta trama che parte dai 30 milioni di euro di debito legati al fallimento di Padova Tre interamente controllata dal Consorzio Padova Sud, soldi che i consiglieri di Monselice temono di veder ripagati con le bollette dei cittadini. «Senza la liquidazione dei due Consorzi, il nuovo ente competente istituito dalla Regione, ossia il Consiglio di Bacino Padova Sud, non può avviare l’attività, con tutti i danni connessi di cattiva gestione del servizio rifiuti nel nostro territorio», spiegano i consiglieri. «Chiediamo di intimare al Cps di arrestare la validazione del Pef del nostro Comune e di prendere immediatamente contatti con il commissario liquidatore, per capire quali siano le sue valutazioni riguardo la ricognizione della situazione economica e patrimoniale degli enti di bacino, con particolare riferimento al costo di smaltimento».

iniziativa politica

I sei consiglieri sollecitano inoltre un’iniziativa politica e amministrativa con i Comuni interessati e con la Regione affinché siano finalmente liquidati i Consorzi obbligatori per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani Padova Tre e Quattro, rendendo contestualmente operativo il Consiglio di Bacino e soprattutto richiede di non applicare alcun aumento alle bollette, fino al chiarimento del quadro economico complessivo e la concreta definizione delle competenze. Il presidente del Cps, Alessandro Baldin, con una nota ai sindaci, contesta apertamente i contenuti della nota regionale, rivendicando la legittimità dell’operato. Per questo il prossimo Consiglio comunale si preannuncia carico di tensioni. —

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