Gli aggressori di Piero Longo rischiano di finire a processo

Rischiano il processo gli aggressori del penalista Piero Longo. Ieri era in programma l’udienza preliminare davanti al gup padovano Elena Lazzarin, chiamata a pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio sollecitata dal pm Roberto D’Angelo. Udienza rinviata a causa dell’astensione proclamata dalla Giunta dell’Unione delle camere penali per protesta contro il malfunzionamento del processo telematico, cui hanno aderito i difensori dei tre imputati. Ma, a tempo di record, l’udienza è slittata di solo una settimana: nuovo appuntamento martedì prossimo 6 aprile. In aula l’avvocato Piero Longo era rappresentato dalla collega Anna Desiderio che lo tutela con il penalista Nicolò Ghedini. Sul banco degli imputati (ieri non era presente nessuno) la commercialista Silvia Maran, 47enne (difesa dall’avvocato Claudia Bagattin), e il compagno Luca Zanon, pure 47, titolare di una ditta di impianti elettrici (avvocato Cesare Cicorella), accusati di lesioni gravissime, rapina (della pistola regolarmente detenuta da Longo di cui si sono appropriati) e porto in luogo pubblico dell’arma; una 31enne padovana, studentessa in una scuola di notariato e amica della coppia (difensore il penalista Pietro Someda) nonché conoscente di Longo, è accusata del concorso negli stessi reati pur non avendo partecipato materialmente all’agguato. Al momento non è in corso alcuna trattativa per un eventuale risarcimento. È la sera del 30 settembre quando il terzetto si presenta all’ingresso di casa Longo in Riviera Tiso da Camposampiero. Il legale apre il portone armato (ha il porto d’armi) e i due lo spingono nell’androne picchiandolo selvaggiamente prima di andarsene dopo avergli sottratto la pistola. Le scioccanti immagini sono riprese dalle telecamere esterne. —



Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi