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I sindaci dell’Alta Padovana al Governo: «Serve il raddoppio della 308»

Il nodo della viabilità e le richieste dei primi cittadini: «Servono unterventi anche sulla Valsugana: migliaia di imprese rischiano l’isolamento». Assente all’incontro il primo cittadino di Borgoricco, il deputato Alberto Stefani 

CAMPOSAMPIERO. Il raddoppio della strada regionale 308 per collegarsi velocemente a Padova e alla Pedemontana Veneta va inserito nel “Piano governativo italiano di ripresa e resilienza”, lo strumento che utilizzerà i fondi europei erogati per rispondere alla crisi pandemica e attualmente all’esame del Parlamento.

Lo hanno chiesto ieri con forza i dieci sindaci del Camposampierese che all’unanimità hanno sottoscritto un appello alla Regione e al Governo. A Palazzo Chigi si chiede inoltre di conferire poteri commissariali al presidente del Veneto per la progettazione e la realizzazione dei lavori che, come dimostra la costruzione del ponte di Genova, possono essere realizzati velocemente, con qualità ed efficienza.

«Il tema della 308 è di tutta la provincia, se non si apre un corridoio verso la Pedemontana, verso i mercati europei, le 119 mila imprese padovane rimarrebbero estromesse. Oggi più che mai ci vuole competitività data da infrastrutture viarie e tecnologiche e con il Recovery Plan dobbiamo farci trovare pronti altrimenti il treno passa e la provincia di Padova viene estromessa. C’è un altro grande tema: la 308 va a innestarsi sul quadrante Est di Padova dove sorgerà il nuovo policlinico universitario di valenza internazionale che viene progettato guardando alla sanità del 2050 e che ha bisogno di collegamenti compatibili» ha affermato Fabio Bui, sindaco di Loreggia e presidente della Provincia.

«Noi sindaci, indistintamente dal colore politico, vogliamo fare la nostra parte» ha detto il presidente della Federazione Daniele Canella «resta prioritario che si utilizzino i fondi per i piani di ripartenza, in particolare del Recovery Plan, per il raddoppio di questa strada, diventata un freno allo sviluppo. L’allarme che arriva dai territori e dalle categorie delle imprese non può più essere disatteso». I sindaci hanno ricordato che il Camposampierese è una delle aree con il maggior numero di imprese manifatturiere in Europa.

Aziende impegnate nella transizione digitale per reggere la concorrenza internazionale e necessitano di infrastrutture insufficienti, carenza che emergerà in tutta la sua drammaticità quando sarà aperta la Pedemontana. Per questo i sindaci del Camposampierese portano all’attenzione anche le problematiche della provinciale 47 Valsugana, altro corridoio di collegamento nord -sud dell’Alta.

«La 308 nacque con un lavoro di squadra con i parlamentari di allora che hanno puntato i piedi» ha ricordato il sindaco di Camposampiero Katia Maccarrone «oggi è insufficiente ma è una base di partenza. Adesso bisogna fare un salto di qualità, che poi le risorse vengano dal Recovery Plan o da altri enti dobbiamo impegnarci tutti come allora». Assente il sindaco di Borgoricco e parlamentare Alberto Stefani, più di tutti deputato a portare le istanze a Roma.

«Ero ad un incontro ad alto livello proprio sul tema. Il Piano è aperto alle osservazioni delle Camere, porterò all’attenzione delle istituzioni governative l’importanza strategica delle infrastrutture del nostro territorio. Il potenziamento della 308 è stimato in 400 milioni di euro ed è fondamentale che arrivino finanziamenti a livello statale» dichiara Stefani. —


 

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