I sindaci bocciano gli appelli social dell’Usl «Sembrano spot per vendere prodotti»

I primi cittadini hanno passato la domenica a prenotare le sedute ai meno pratici: «Sistema che penalizza gli anziani»

padova

L’appello delle vaccinazioni via Facebook non va e più di qualche sindaco non si tiene la rabbia in bocca. Su tutti il sindaco di Limena, Stefano Tonazzo: per l’amministratore limenese, il sistema non è rispettoso degli anziani e soprattutto ingenera un vero e proprio caos.


lo sfogo di tonazzo

«Non siamo al mercato delle vacche e non si possono lanciare i proclami sulle vaccinazioni come Wanna Marchi offriva i suoi prodotti» tuona il sindaco Tonazzo «Oggettivamente che l’Usl 6 decida di usare il canale Facebook ha dei vantaggi di velocità e praticità, ma così facendo stiamo condannando molti analfabeti digitali a essere inevitabilmente gli ultimi degli ultimi. Con l’andare dei giorni, mi si dirà, le cose miglioreranno perché i più “giovani” sono connessi: ma da sindaco in questi giorni mi sto facendo carico di fare da parafulmine a tutte le frustrazioni, proteste, critiche dei cittadini e francamente abbiamo il diritto e dovere di tentare di trovare un metodo alternativo a questo delirio».

serve un canale preciso

Quella di Tonazzo non vuol essere una contestazione, ma una constatazione che la situazione deve trovare una soluzione organizzativa migliore. «Dei cittadini dobbiamo avere rispetto» prosegue Tonazzo «e i settantenni potrebbero avere diverse problematiche, di incapacità ad usare internet, solitudine e mancanza di una rete familiare attorno, malattie invalidanti e gravi problemi di salute: meritano di avere un canale preciso e adatto a loro per prenotare le vaccinazioni, non la lotteria dello schiamazzo. Occorre quindi trovare una nuova modalità, anche coinvolgendo finalmente, dopo tanti proclami, i medici di base e farmacisti. Come tanti colleghi sindaci siamo più che disposti a fornire un supporto logistico, pratico e diventare un ingranaggio del sistema vaccini: ma l’Usl deve effettuare prima un’adeguata pianificazione». Dopo aver trascorso la domenica pomeriggio a rispondere alle telefonate a volte arrabbiate, altre preoccupate, degli anziani concittadini, ieri Tonazzo ha sentito il collega Luigi Bisato (Noventa Padovana), presidente della Conferenza dei sindaci dell’Usl, chiedendogli di portare i problemi di organizzazione all’attenzione del direttore generale Paolo Fortuna, ma di verificare anche con l’anagrafica dei pazienti se tutti finora abbiano ricevuto il vaccino. La Conferenza dei sindaci dedicata a questo tema, ma anche e soprattutto al ricorso dei medici di base, potrebbe essere convocata già nelle prossime ore e potrebbe vedere tra i presenti anche i vertici della Fimmg.

problema tempismo

A Tonazzo si accodano molti colleghi, pur con toni differenziati. Il vero difetto, per il sindaco Alice Bulgarello (Polverara), è quello del tempismo comunicativo: «Il sistema della prenotazione online ha senso solo se l’avviso arriva 3-4 giorni prima. L’annuncio postato la sera tardi per la mattina dopo è inaccettabile». I sindaci sono invitati a postare avvisi sulle disponibilità di vaccino in ogni bacheca istituzionale, «e poi mandiamo anche l’avviso a quanti più contatti in rubrica, ma questo non può diventare il sistema di comunicazione ordinario. Comunicare con un serio anticipo permette di arrivare a più persone, di favorire chi non può accedere facilmente a computer e web, di organizzare eventuali aiuti nella prenotazione». E i primi ad aiutare sono gli stessi sindaci: «Ho passato la domenica pomeriggio a prenotare appuntamenti per i miei concittadini meno abili nell’uso del pc», conferma la Bulgarello.

dosi, medici di base e farmacie

Di prenotazioni il sindaco Giovanna Rossi (Selvazzano Dentro) ne ha fatte addirittura duecento nel weekend: «Ormai mi sento un operatore del call center dell’Usl» ironizza il primo cittadino «Scherzi a parte, lo rifarei ogni giorno, più che altro perché mi rendo conto che oggi non ha senso e non è giusto “sparare sulla croce rossa”: nel caso specifico, l’Usl è vincolata alle dosi di vaccino che vengono messe a disposizione. Si apre e si chiude a seconda delle disponibilità, e i tempi purtroppo non sono programmabili». Detto questo, nemmeno per la Rossi gli annunci last-minute sui social sono la via migliore: «Anche perché questo continuo cambio di sistema comunicativo sta disorientando i cittadini: prima la convocazione via lettera, poi attraverso il Comune, quindi via web e con annunci sui social». Per Walter Stefan (Saonara) l’unica soluzione «è il passaggio quanto più veloce alla vaccinazione negli ambulatori dei medici di base e nelle farmacie. La vaccinazione al Covid-19 deve raggiungere il modello della vaccinazione per l’influenza». —

nicola cesaro

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