Alessandra e il coraggio di aprire adesso a Padova. «Ho scommesso su me stessa»

Alessandra Santoro nel suo bar "Delight"

Nel periodo più difficile ha avviato il bar “Delight” in via Facciolati: «Ora delivery, in futuro lo spritz» 

la storia

Alessandra Santoro è una mosca bianca che sfoggia coraggio dove sarebbe legittima la paura, che si rimbocca le maniche quando lo sconforto sarebbe più “intonato” al periodo di grave crisi economica.


E così a dicembre dello scorso anno, quando tutti vedevano nero come la pece, questa 26enne originaria di Bari, ha scelto di aprire un bar in città. La sua “creatura” si chiama Delight, è in via Facciolati 85 ed è stata accolta con positivo sbalordimento dalla clientela: «In molti mi hanno chiesto “Cosa hai fatto? ”, quasi non credevano che il bar era vero – racconta divertita questa giovanissima imprenditrice – Ma io sogno un mio bar praticamente da sempre, avevo già deciso che l’avrei aperto prima che arrivasse questa pandemia e quindi sono andata avanti per la mia strada. Certo non mi aspettavo una terza ondata, ma non mi perdo d’animo».

Lunga ricerca del posto perfetto, tanti locali visionati, studiati: «Ma è di via Facciolati che mi ero innamorata», tanto da realizzarlo ex novo, tanto da metterci anima e corpo: «I lavori sono terminati a dicembre ed ho aperto il 23, in piena zona arancione, alla vigilia dei giorni di festa rossi, con il delivery come unica possibilità di business. Infatti ho iniziato subito con l’asporto: mi sono dedicata soprattutto ai dolci, ma in testa ho un mucchio di idee».

Che vogliono celebrare la giovinezza, la socialità tra i ragazzi, ovvero lo spritz all’ora dell’aperitivo. «Quando si tornerà alla normalità – conferma Alessandra – proporrò un aperitivo che attiri i ragazzi, la mia generazione». Malgrado la corsa ad ostacoli, la salita che non accenna a diminuire, Alessandra si dice soddisfatta: «Non pensavo francamente di attirare tanta curiosità – racconta – Invece l’ambiente giovane e la novità stanno portando davvero molti clienti. All’inizio tutti quelli che entravano mi chiedevano perché avessi aperto. Oggi come ieri spiego che sono una persona che accetta le sfide: ho sfidato me stessa, il quartiere, la pandemia. Me stessa perché mi sto mettendo alla prova, sto scommettendo senza avere paura della mia età; il quartiere perché qui non c’era un bar e dunque il progetto è abbastanza grande; infine la pandemia perché non sarà il Coronavirus a mettere un punto ai miei sogni».

E alla fine intorno al Delight c’è un giro interessante: «Durante la zona gialla è stato bello consumare dentro, adesso lavoro in asporto e consegna ma non posso dire di essere delusa o peggio pentita».

Al mattino si comincia alle 6 perché ci sono da preparare le colazioni di chi va a lavoro presto. È tutto veloce, a tratti frenetici perché si prende e si porta via. Poi il lavoro, vien da sé, rallenta, fino alla pausa pranzo: «Mi appoggio a una piattaforma di delivery e consegniamo piadine, panini, piatti freddi e veloci. Qui intorno ci sono parecchi uffici e la cosa sta funzionando».

Ad aiutare Alessandra la mamma e la sorella, ma il cuore del locale è lei. Lei che ha investito tutti i suoi risparmi e che si è esposta con un prestito bancario. «Al momento sto dentro con le spese e penso che già questo sia un traguardo. So che il mio bar crescerà e ha tanta strada da fare». —


 

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