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A Padova si vaccina contro il Covid anche a Pasqua, sino alle undici di sera

La Usl Euganea va avanti a tamburo battente con il suo piano, Padiglione 6 della Fiera aperto dalle 8 alle 23 sia sabato che domenica. Dopo gli anziani tocca alle persone fragili mentre si inaugura la doppia fila: una per la prima e l’altra per la seconda dose

PADOVA. La campagna vaccinale anti Covid non si ferma neanche a Pasqua. Sabato e domenica il padiglione 6 della Fiera rimarrà aperto e operativo dalle 8 alle 23. Nessuno stop, neanche per un giorno. La volontà è quella di riuscire a vaccinare tutta la fascia degli over 80 prima di Pasqua, e sembra proprio che l’Usl 6 ci stia riuscendo. Ultimamente i ritmi di lavoro sono diventanti sempre più incalzanti, così come si sta affinando ogni giorno di più il sistema organizzativo per evitare che si formino lunghe code e assembramenti.

Lunedì,nonostante fossero chiamati al vaccino anziani dalla classe 1930 alla classe 1946, non si è registrato il caos della settimana scorsa.

«C’è sempre tanta gente e tanta adesione. Oggi abbiamo tentato un’altra modalità per cercare di rendere le cose più scorrevoli. Ci sono due file, una riservata agli anziani che devono essere sottoposti alla seconda dose di vaccino e una dedicata agli anziani che devono fare la prima dose», ha spiegato Lorena Gottardello, dirigente del Dipartimento di Prevenzione dell’Usl 6.

Dal parcheggio partivano infatti due file una sull’ala destra del padiglione dedicata alle prime dosi e una sull’area sinistra. Le persone che sono arrivate per la seconda dose erano tutti anziani a cui tre settimane fa era stato somministrato il vaccino Pfizer. Chiaramente essendo già stati vaccinati una volta, e avendo anche già fatto l’anamnesi, l’iter era molto più veloce rispetto a quello degli anziani arrivati in Fiera per la prima dose.

«Abbiamo dedicato una sala d’aspetto e quattro ambulatori solo ed esclusivamente per le seconde dosi. Non c’è bisogno né di anamnesi né di consenso, che è già stato dato la prima volta. Viene chiesto se hanno avuto delle reazioni importanti rispetto alla prima dose. Se sono andati all’ospedale, se hanno avuto reazioni allergiche. Nel caso di risposta affermativa si valuta se proseguire. Ma se una persona ha avuto un po’di dolore al braccio, febbre, malessere, si procede con la seconda dose. In più non dobbiamo dare un altro appuntamento, viene rilasciato il certificato e basta. Sicuramente è più veloce».

Per quanto riguarda invece le prime dosi in Fiera lunedì erano presenti anziani del 1942, 1943, 1944, 1945, 1946, ma anche tutta la fetta che era rimasta scoperta degli anziani delle classi 1930, 1931, 1932, 1933, 1934, 1935, 1936.

Gli inviti per quest’ultima fascia d’età stanno arrivando nelle casa proprio in questi giorni. «Contiamo con l’8 di aprile di finire di vaccinare tutti gli anziani sopra gli 80 anni. Ovviamente non solo in Fiera ma in tutte le nostre sedi: Cittadella, Loreggia, Monselice, Este, Piove di Sacco. La domenica di Pasqua in Fiera avremo 18 ambulatori dedicati agli anziani».



Lunedì erano attive 21 linee vaccinali, di cui quattro per le seconde dosi e due, come nel weekend, dedicate alle prenotazioni online dei nati nel 1942, 1943, 1944, 1945, 1946. «Dopo gli ultraottantenni l’altra categoria importante è quella dei vulnerabili, quindi le persone che hanno malattie come diabete, cardiopatie, malattie polmonari. Adesso, ultimati gli anziani, cercheremo di vaccinare questa categoria che è appunto la seconda più importante».

Per quanto riguarda infine il personale impegnato nel padiglione 6, erano presenti 30 dipendenti dell’Usl tra medici, infermieri, assistenti sanitari, una decina di infermieri mandati a supporto dall’Azienda Ospedaliera, volontari della Croce Rossa, della Protezione Civile e di una cooperativa, impegnati nella gestione del traffico all’ingresso e in uscita.

Il tempo di attesa dall’inizio della coda all’uscita, considerando anche i 15 minuti di osservazione, era di circa un’ora. —
 

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