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Via alle grandi manovre per la guida di Etra. Forza Italia lancia tre candidati

Verso il rinnovo degli amministratori della azienda multiservizi di acqua e rifiuti. Levorato punta al terzo mandato

CITTADELLA. Al via le grandi manovre per il rinnovo della governance di Etra, le forze politiche regionali si mettono domani al tavolo per il primo giro di consultazioni. Nella mano iniziale del poker emergeranno i nomi, ma già da alcune settimane i big sono in campo per preparare il terreno, con riunioni di varia intensità carbonara.

Chi la spunterà? L’uscente Andrea Levorato riuscirà a portare a casa il terzo mandato alla guida del consiglio di gestione? Quanto incideranno le dinamiche nazionali, con Lega, Forza Italia e Partito Democratico insieme a sostenere il governo di Mario Draghi? E il Carroccio – che controlla gran parte delle amministrazioni locali – quanto potrebbero pagare le sfumature interne, tra leghisti di rito zaiano e colleghi di partito di ispirazione salviniana?

La torta su cui i partiti devono trovare la quadra comprende il consiglio di gestione e il consiglio di sorveglianza della multiutility di acqua e rifiuti, un bacino di 70 Comuni e circa 600 mila persone spalmato su tre province, un territorio che corre da Asiago a tutta l’Alta Padovana, passando per Bassano del Grappa.

Cosa c’è in ballo? Nel meccanismo di governance duale il consiglio di gestione è composto da cinque “laici”, che eleggono il presidente; il consiglio di sorveglianza, dal canto suo, vede sedere attorno al tavolo 14 sindaci o assessori dei Comuni soci della partecipata, cui si aggiunge un consigliere revisore.

Le nomine sono politiche, a decidere è l’assemblea degli enti locali. Le posizioni di partenza vedono la Lega in pole: punterà a fare l’asso pigliatutto, o quasi. Fra gli addetti ai lavori si mormora di un crescente attivismo dell’ex vicepresidente della Regione Marino Zorzato e circolano i primi nomi che potrebbero essere presi in considerazione dagli amministratori: si parla di Antenore Quaglio, già consigliere comunale azzurro di Vigonza, e di Ruggero Targhetta, recentemente eletto vicepresidente del comitato nazionale di coordinamento territoriale di Confindustria e presidente del Gruppo Servizi innovativi e tecnologici di Assindustria Venetocentro; il fratello, Enzo Targhetta, ha recentemente patteggiato in tribunale l’accusa di istigazione alla corruzione ai danni proprio di Etra e di Levorato.

Ma nel calderone della trattativa – insieme alle poltrone dei consigli – sembra stia per finire pure la direzione generale della società, attualmente in capo ad Andrea Bossola: quest’ultimo ha conquistato il consenso dei fedelissimi di Massimo Bitonci, meno di chi si riconosce nel governatore veneto Luca Zaia. In casa Lega, peraltro, si mormora di crescenti frizioni fra lo stesso Bossola e l’attuale consiglio di gestione, il direttore generale nelle scorse settimane è stato protagonista di un forte scontro con il responsabile del personale.

Trapela dai corridoi pure la possibilità di un ritorno in campo dell’ex sindaco di Campodarsego Mirko Patron, che per arrivare alla presidenza del consiglio di gestione dovrebbe però lasciar decantare il biennio imposto dalla legge Severino e tutto slitterebbe al 2022. Dal canto suo, Andrea Levorato punta sul consenso di Dem e civici non allineati per consolidare la linea della continuità e dei risultati, a partire dai tre milioni di euro di utili distribuiti per l’emergenza sociale Covid-19 e dai 56 milioni di euro di investimenti nel 2020, il doppio rispetto al 2019. —


 

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