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Sparito il salice piangente sul Bisatto, attrazione verde di Este

Ponte delle Grazie, il salice piangente sul Bisatto è sparito

Era uno degli alberi più amati e fotografati: sporgeva da una proprietà privata e sfiorava le acque del Bisatto. Ignoti i motivi del taglio

ESTE. Il salice piangente fa “piangere” gli atestini. Era uno degli alberi più amati e fotografati di Este e ora la città e gli amanti delle chiome verdi dovranno abituarsi a non vederlo mai più. Il salice di via Principe Umberto, quello che da innumerevoli stagioni scende con i suoi rami fino a sfiorare le acque del Bisatto, è stato rimosso.

Se ne sono accorti numerosi atestini negli ultimi giorni e le foto del canale privo del suo più illustre ospite stanno popolando le bacheche social. Con tristi messaggi d’addio e con tanti “perché?”. Già, non è ancor chiaro il motivo dell’abbattimento, che arriva comunque da un’iniziativa privata.

Il salice piangente è quello che da sempre si vede sul ponte accanto alla basilica delle Grazie. La pianta nasce in una proprietà privata, in quel Palazzo Ferro che fu - secondo alcuni storici - parte del complesso residenziale del marchese Taddeo d’Este, capitano della Repubblica Veneta (1448). Il quale, per lascito, aveva fatto costruire lì vicino una chiesa dove si venerava la Madonna Bizantina su tavola da lui portata dall’Oriente.

Ad ogni primavera, quando i colori esplodono nelle tonalità accese, quel salice riempiva di poesia l’angolo di Bisatto alle Grazie. Catturando l’attenzione di cittadini e turisti, tanto che la chioma rigogliosa del salice è una delle istantanee più gettonate della città.

Oggi appunto non c’è più e molti si sono chiesti a cosa sia dovuto l’inaspettato abbattimento. Creava forse problemi all’argine? Comprometteva la stabilità del muro di cinta del palazzo? Era malato?

Ha provato a rispondere il sindaco Roberta Gallana: «La competenza è del privato, sentito il Genio civile per la sicurezza idraulica. Quell’albero era una meravigliosa creatura. Che dispiacere. I salici sono molto delicati e spesso si ammalano internamente creando fragilità e cavità molto pericolose». Contattato, il Genio civile non ha ancora risposto per dare eventuali indicazioni sull’abbattimento. Senza certezze, resta un vero e proprio “lutto” per una presenza che era nel cuore di tante persone. —




 

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