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Le partite Iva in piazza a Cittadella: «Vogliamo lavorare»

Un centinaio i rappresentanti di imprese, botteghe, mondo della cultura e sport: «Stop restrizioni, siamo rimasti in mutande»

CITTADELLA. Non ci girano intorno: «Siamo rimasti in mutande, rivendichiamo il nostro diritto al lavoro», scrivono nei cartelli. Ed invocano forte e chiara una parola: «Libertà».

Libertà di fare, di lavorare, di guadagnarsi il pane: esasperate dall’anno più duro di sempre, le partite Iva sono scese in piazza insieme, davanti al duomo di Cittadella. Sono un centinaio i rappresentanti di imprese, negozi, mondo della cultura e dello sport che si sono ritrovati ieri mattina in piazza Pierobon.


Un flashmob svoltosi rigorosamente a distanza di sicurezza per protestare contro il protrarsi delle misure di restrizione e per ribadire l’urgenza di ristori adeguati.

Il variegato mondo delle piccole imprese, delle realtà che si fondano spesso sull’impegno dei singoli e di qualche collaboratore: abbigliamento, saloni di parrucchieri, ristoratori, baristi, titolari di palestre, le realtà del teatro e della cultura, perché con la cultura c’è anche chi mangia.

Dopo il sostegno a mamme e papà per la riapertura delle scuole, è nuovamente sceso in piazza anche il sindaco della città murata Luca Pierobon, che ha sempre tenuto la linea del massimo rigore e del rispetto delle regole anti anti Covid-19, prima la salute e poi tutto il resto. «La gente è ormai stanca di protestare», osserva Pierobon, «e lo scenario è demoralizzante. Quelle che si fanno sentire sono attività chiuse da un anno, sono tutte stremate».

Diritto al lavoro: a Cittadella il flashmob tra ristorazione, commercio, cultura e sport



Il sindaco evidenzia una contraddizione: «Si tratta di persone che hanno investito soldi per mettere in sicurezza le loro attività e renderle accessibili ai clienti ed evitare il contagio». Gel, cartelli, strumenti tecnici per depurare l’aria e i capi di abbigliamento, spazi più ampi: hanno fatto la loro parte.

«Ma poi – è risaputo – il virus si diffonde nelle singole case, non a scuola e non nei negozi», insiste Pierobon. Che fonda il suo ragionamento su un elemento empirico: «A Cittadella, nonostante le ultime due settimane di scuole e attività chiuse, osserviamo dati costanti: il numero dei contagi è uguale a quello del periodo in cui non eravamo in zona rossa. Purtroppo troppe persone non rispettano le regole, non se ne interessano, e questo è il vero problema».

C’è luce in fondo al tunnel? «A questo punto la nostra unica speranza è il vaccino», chiosa il primo cittadino. 
In piazza con le partite Iva c’erano anche l’assessore al commercio, Filippo De Rossi, che nel corso di questi mesi si è fatto promotore di diverse iniziative per venire incontro alle realtà locali, ed il consigliere provinciale Fabio Miotti.

L’evento è stato segnalato a questura, carabinieri e polizia locale dal consigliere comunale Luigi Sabatino, che ha riassunto il senso della mobilitazione: «Protestiamo per riaprire e dare dignità a tutte le attività e categorie economiche censurate, ingessate, chiuse e abbandonate dalle istituzioni”. —

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