Scoppia la guerra delle panchine fra il Comune e le Poste Italiane

Il sindaco le installa davanti all’ufficio in via Scavi per far sedere gli anziani in coda Tolte per “estetica” e “sicurezza”. Mortandello: «Manderò la Protezione Civile»

Federico Franchin / MONTEGROTTO

Panchine giudicate non coerenti con l’aspetto estetico delle poste e, in seconda battuta, senza i requisiti di sicurezza.


A volte basta un po’ di buonsenso per risolvere un problema, altre ci si trova di fronte a un ente ingessato dalla burocrazia che non prova a mettersi nei panni dei suoi utenti, neppure quando sono cittadini anziani costretti ad attendere in piedi, a volte per un’ora intera o più il proprio turno.

La vicenda che vede il comune di Montegrotto contrapposto alle Poste è paradossale. Alle Poste di via Scavi, come ovunque, si può accedere in un numero limitato di persone. Il distributore dei numeri, che consentiva di allontanarsi prima del proprio turno, è rimasto dentro gli uffici e quindi gli utenti sono costretti a fare la fila fuori con il vecchio “Chi è l’ultimo?” per poi, una volta raggiunto il diritto di entrare quando è arrivato il proprio turno, poter avere come premio il biglietto con il numero.

A Montegrotto il sindaco Riccardo Mortandello, dopo aver ricevuto la segnalazione di diversi cittadini anziani che si lamentavano per la lunga attesa in piedi e aver saputo, informalmente, che impiegati delle Poste avevano risposto ai cittadini di rivolgersi al Comune, e dopo aver avvertito la direttrice dell’ufficio di via Scavi, giovedì si è recato nel piazzale antistante l’ufficio (in parte di proprietà delle Poste e in parte del Comune) e assieme alla Protezione Civile ha installato alcune panchine, fissandole alla rete di recinzione per maggiore stabilità.Subito dopo, nel pomeriggio, ha ricevuto una lettera di diffida da parte di Poste, che contestava non tanto la necessità che gli utenti potessero aspettare seduti, come succedeva all’interno degli uffici prima della pandemia, quanto che "l’accessorio” - ossia le panchine - “non è coerente dal punto di vista estetico con l’edificio, non rientra tra quelli normalmente utilizzati dalla Società, non può rispondere alle previste regole di conformità né a quelle che ne disciplinano il rispetto dei principi di sicurezza”

Il sindaco ieri ha contattato le Poste ed era stato raggiunto un accordo per spostare di qualche metro le panchine. Non appena conclusa la telefonata è stato però informato dai cittadini che le panchine erano state rimosse e posizionate nel cortile retrostante chiuse dai cancelli. Afferma Mortandello: «Ho inviato una lettera chiedendo formalmente alle Poste di provvedere a risolvere questa esigenza. In caso contrario la settimana prossima farò intervenire la Protezione civile per consentire ai cittadini anziani di attendere il proprio turno seduti».

«Giovedì abbiamo informato il Comune che le panchine installate nell’area di proprietà di Poste Italiane antistante all’Ufficio di via Scavi non contribuivano a garantire la sicurezza dei cittadini, anche dal punto di vista del necessario distanziamento interpersonale», fanno sapere da Poste Italiane. «Per questo le panchine, nonostante la sollecitazione, sono state rimosse».––

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