Vaccini anti Covid, a Padova al via la vaccinazione dei nati nel 1942 e 1943: ecco come prenotare

Per prenotarsi è necessario il codice fiscale. Si tratta di un primo slot cui ne seguiranno altri, man mano che si renderanno disponbili i vaccini. L'Usl 6 assicura che per i soggetti con patologie verrà somministrato il vaccino Pfizer, per gli altri sarà utilizzato AstraZeneca

PADOVA. L'Usl 6 Euganea ha attivato il sistema di prenotazione online per i vaccini anti-Covid.

Il link è sul sito web dell'azienda sanitaria, nella sezione "Coronavirus" (qui il link per prenotare).

Il primo "slot" di prenotazioni è riservato ai nati nel 1942 e 1943.

Tre i centri di vaccinazione fra cui si può scegliere: quello al Centro prelievi in via San Massimo a Padova e il Palajunior di Piove di Sacco dove le vaccinazioni sono in programma domani, 25 marzo, dalle 8 alle 19 e l'ex ospedale di Monselice dove le vaccinazioni verranno effettuate venerdì 26 marzo.

Per prenotarsi è necessario il codice fiscale. Si tratta di un primo slot cui ne seguiranno altri, man mano che si renderanno disponbili i vaccini. L'Usl 6 assicura che per i soggetti con patologie verrà somministrato il vaccino Pfizer, per gli altri sarà utilizzato AstraZeneca

Sempre nel padovano, all'ospedale di Cittadella, sono cominciate anche le infusioni di anticorpi monoclonali in pazienti Covid-positivi, una terapia di recente approvazione che, imitando gli anticorpi naturalmente prodotti dall'organismo, ha il potenziale per trattare e prevenire la progressione dell'infezione in pazienti già positivi al virus. I soggetti che possono ricevere questo trattamento sono reclutati dai medici di base, dalle Unità Speciali di Continuità Assistenziale o dagli operatori di Pronto Soccorso, che li indirizzano in uno dei due centri individuati nel padovano - un primo all'Azienda Ospedaliera di Padova e un secondo all'Ospedale di Cittadella - in base al luogo di residenza.

Negli ambulatori dedicati alla terapia monoclonale, dopo un triage infermieristico e una valutazione clinica da parte di un medico, può cominciare l'infusione di anticorpi in una seduta che dura circa un'ora e prevede il monitoraggio costante dei parametri cardiovascolari e della saturazione.

«Finalmente possiamo disporre di un'arma terapeutica ulteriore e importante - ha dichiarato Maria Rita Marchi, direttore dell'Unità di Pneumologia di Cittadella -, in questo caso non riservata ai pazienti positivi ospedalizzati, ma utilizzata per ridurre il numero di ricoveri attenuando la virulenza dell'infezione in soggetti che hanno contratto il virus e potrebbero quindi progredire verso esiti più gravi della malattia. Evitando l'aggravamento dell'infezione in atto, sarà più facile continuare a trattare i pazienti a domicilio, per cui con l'uso degli anticorpi monoclonali contiamo di rafforzare l'impostazione terapeutica territoriale».

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