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Lavori Pubblici, inchiesta sul concorso in Comune a Padova: indagati il vincitore Nichele e il commissario Greco

Il dirigente del Comune di Padova e di Cittadella Emanuele Nichele e l'avvocato Antonio Greco

Padova: il fascicolo del pm Dini sugli esiti della prova a Palazzo Moroni. Sotto accusa Emanuele Nichele, capo degli uffici di Padova e Cittadella e l’avvocato Antonio Greco, professore universitario

PADOVA. Il candidato vince il concorso per un posto da dirigente tecnico in Comune a Padova, ma per la Procura oltre ai meriti c’è altro. C’è, in particolare, un componente della commissione che, fino a qualche anno prima della selezione, ha ottenuto dallo stesso dirigente pubblico - poi vincitore della prova - incarichi per 300 mila euro.

E che, persino nel periodo dell’esame, ne ottiene uno da 2.918 euro. Insomma, una figura che rischia di non essere proprio imparziale e che, non a caso, secondo le accuse della Procura, arriva anche ad anticipare al candidato gli argomenti delle prove del concorso.

Gli indagati

Gli indagati di questa vicenda sono due: Emanuele Nichele, 47 anni di Cittadella, attuale dirigente tecnico del settore Lavori pubblici del Comune di Padova e dallo scorso dicembre pure dirigente a tempo determinato del terzo settore Tecnico del Comune di Cittadella (in cui lo stesso ha lavorato per anni con molti poteri dirigenziali); Antonio Greco, avvocato di 44 anni di Padova, professore a contratto di Diritto amministrativo dell’Università di Padova.

Il primo è difeso dagli avvocati Marina Infantolino e Gianni Morrone di Padova, il secondo dai legali Giulia Bongiorno di Roma (ex ministro del Governo Conte ed avvocato di Giulio Andreotti) e Nicola Properzi di Padova.

La Procura (pm Sergio Dini) contesta a entrambi a vario titolo i reati di abuso d’ufficio in concorso, falsità ideologica, corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio continuata in concorso. Dovranno presentarsi davanti al gup il prossimo 24 settembre.

Il concorso

Oggetto dell’inchiesta è il concorso che nell’agosto 2019 ha assegnato un posto da dirigente tecnico ai Lavori pubblici del Comune di Padova. Un ruolo da capo settore che vale un compenso annuo di 88.428,86 euro lordi, che netti diventano 51.355,17 (anno 2020). Trentasei i candidati ammessi allo scritto, tre agli orali: alla fine la spunta Nichele (il decreto di nomina è del 22 agosto).

Nella commissione chiamata a esaminare i candidati c’è anche l’avvocato Greco, che tuttavia “dimentica” di segnalare i rapporti professionali e amicali con uno dei candidati. Nichele, appunto, che poi vincerà il concorso. E qui arriva la prima accusa, quella di concorso in abuso d’ufficio: di fatto, sostiene la pubblica accusa, Greco partecipa alla commissione e procura intenzionalmente a Nichele un ingiusto vantaggio patrimoniale.

Le consulenze

Non solo Greco “dimentica” di segnalare il possibile conflitto di interessi, ma addirittura attesta con un’autocertificazione di non trovarsi in alcuna situazione di incompatibilità in relazione ai concorrenti (da qui la falsità ideologica). Eppure il legame tra i due esiste, eccome per la Procura: cominciata almeno nel 2009, quando Nichele è dirigente del settore Lavori pubblici del Comune di Tezze sul Brenta, e prosegue nel 2016 quando il dirigente ricopre lo stesso incarico a Cittadella. Difficile dimenticarlo, visto che Nichele - proprio in virtù di questa posizione - conferisce a Greco incarichi professionali per almeno 300 mila euro. L’attestazione mendace, stando alla ricostruzione della Procura, è del 24 gennaio 2019.

L'incarico di aprile

L’11 aprile 2019 Greco riceve un altro incarico da Nichele a Cittadella. Un «incarico professionale per attività legale di supporto ai funzionari dell’ufficio tecnico comunale nella rendicontazione dell’intervento per la riduzione dei consumi energetici», per un compenso di 2.918 euro.

Lo riceve mentre è in atto il concorso che vede Nichele tra i candidati. Greco è infatti nominato in commissione il 15 febbraio, la prima riunione della stessa commissione è il 6 marzo e l’orale di Nichele è il 24 giugno. L’incarico cittadellese casca esattamente al centro. Non solo, tra Nichele e Greco in questo periodo ci sono reiterati contatti telefonici - lo confermano i tabulati dei loro cellulari - sia in occasione delle sedute della commissione esaminatrice, sia nei giorni dell’orale.

L'aiuto nelle prove

Giusto per non far mancare niente, la Procura tira in ballo un possibile “aiutino” girato da Greco al candidato Nichele. Al concorrente, infatti, il commissario avrebbe rivelato notizie in merito al concorso che dovevano rimanere segrete: in particolare a Nichele sarebbero stati anticipati gli argomenti delle prove scritte e pure quelli della successiva prova orale del 24 giugno.

La conclusione del contestato percorso è nota: Nichele vince con un punteggio di 56,10, con il secondo candidato staccato non di poco (43,70). Già nelle prove scritte era risultato il migliore dei tre ammessi: media di 27,5 a fronte del 22,5 e del 22 degli altri due concorrenti. Il concorso, messo in discussione dalla Procura, resta comunque valido e Nichele è pienamente al lavoro. —


 

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