Massanzago, 120 bambini in isolamento per il Covid: caos sul richiamo per il tampone

Il caso del paese con seimila abitanti: proteste dei genitori: costretti anche a tre test in quindici giorni

MASSANZAGO. Un paese da 6 mila abitanti con ben 120 bambini in isolamento. Succede a Massanzago, dove i contagi sono in continuo aumento. L’allarme giunge dal sindaco Stefano Scattolin, che nel suo report settimanale sottolinea che sono 37 le persone positive al Covid-19, mentre 180 sono quelle in isolamento delle quali circa 150 per contatto scolastico avvenuto in classe o sulla scuolabus. E di questi 150, ben 120 sono bambini che frequentano in paese: 80 della scuola primaria e 40 della secondaria. A loro si aggiungono i fratelli che vanno alle superiori e i famigliari più stretti.

Una circostanza particolare, spiegata dal dirigente scolastico di Trebaseleghe e Massanzago, il professor Paolo Lamon: «A Massanzago il Sisp ci ha fatto mettere in sorveglianza un intero autobus, una cinquantina di bambini, perché hanno riscontrato un positivo che ha viaggiato su questo mezzo» dichiara Lamon «In isolamento sono andate anche tre classi per tre casi di positività» .


I bus scolastici sono tre e fanno percorsi misti caricando oltre 230 scolari, sia delle elementari che delle Mmdie. «Ora basta un positivo anziché i due di prima e un contatto di un quarto d’ora perché scatti la sospensione, in quanto la variante inglese è molto più contagiosa e molti bambini accusano sintomi piuttosto gravi», avverte Lamon. Lo stop alle lezioni in presenza è scattato il giorno prima della chiusura totale e il fatto che poi sia stata dichiarata la zona rossa, chiudendo di fatto tutte le scuole, fa pesare meno l’isolamento ai bambini di Massanzago.

L’isolamento fiduciario dovrebbe durare fino al 27 marzo: nel frattempo tutti i 180 sono stati chiamati a fare il tampone. Anche più volte. Ci sono state lamentele per i ritardi nelle comunicazioni di alunni positivi e per le chiamate, anche triple, per fare il tampone allo stesso bambino. «C’è il caos totale sul richiamo di questi ragazzi per i tampone» è la lamentela di una mamma «La cosa va avanti da più di 10 giorni a causa dei ritardati richiami da parte della scuola. E ancora caos nei nominativi dei richiami. Non se ne va fuori se la cosa non viene presa di petto con responsabilità». «Fare tre tamponi in 15 giorni non è per niente simpatico per i bimbi e provoca trambusto nei genitori», afferma un altro genitore. Stupita una mamma per i due tamponi in 4 giorni per la stessa quarantena.

«Non dipende soltanto dalle procedure da effettuare. O si fa prevenzione in un certo modo altrimenti a poco servono gli isolamenti preventivi», replica Scattolin. «La procedura inizia quando le famiglie ci comunicano il caso» aggiunge Lamon «Se lo comunicano dopo 3 o 4 giorni viene ritardata anche la procedura di tamponamento. Per i richiami, abbiamo avuto un caso chiamato a rifare il tampone dopo 4 giorni, ma a volte è meglio ripeterlo se c’è un’incertezza sul responso. Capisco i problemi dei genitori che debbono chiedere permessi». —

giusy andreoli
 

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