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Più ricoveri per Covid, apre un’altra terapia Semintensiva a Padova

Il reparto al settimo piano del Monoblocco. Vianello: «Situazione oltre le attese, è il picco, speriamo migliori in settimana»

PADOVA. Azienda Ospedaliera di nuovo sotto stress e costretta a fare “stretching”. Allargandosi e allungandosi laddove possibile per trovare risposte di salute alla tabella di marcia, pressante, imposta dal Covid che anche ieri ha fatto registrare 328 nuovi contagi e due decessi.

Cresce tuttavia il numero dei ricoveri: 408 le persone ospedalizzate rispetto alle 388 del giorno precedente, con un balzo in avanti nelle Malattie Infettive, con 308 malati (erano 286); 74 i pazienti nelle Terapie Intensive e 26 quelli negli ospedali di comunità da cui esce Conselve. Sabato sera l’Azienda Ospedale Università ha “aperto” un nuovo reparto di Terapia Semintensiva, conquistando quattro nuovi posti letto in un reparto Covid a minore intensità e con la prospettiva di allargarsi a seconda delle esigenze.

«In accordo con la direzione abbiamo deciso di dedicare alcuni posti letto del settimo piano alla Terapia Subintensiva» spiega il professor Andrea Vianello, direttore della Fisiopatologia respiratoria dell’Azienda Ospedale Università «siamo partiti con quattro sui ventiquattro a bassa intensità a disposizione, pronti ad allargarci ulteriormente in caso di necessità».


In questo momento di ritrovata baldanza del virus nel Padovano, le strutture Semintensive costituiscono uno snodo fondamentale sia come passaggio intermedio prima della Rianimazione ma, soprattutto, come valvola di “sfogo” di quest’ultima: «Appena un paziente è in grado di liberare un posto in Terapia Intensiva, lo portiamo in un reparto a minore intensità» prosegue Vianello «con il grande aumento dei posti letto in Terapia Intensiva di quest’ultimo periodo, tuttavia, la differenza nei numeri rendeva difficile “scaricare” nelle Semintensive».

Attualmente al Monoblocco ci sono quattro piani interamente dedicati al Covid - dal settimo al decimo - a questi si aggiungono i quarantaquattro posti nelle tre Terapie Intensive e i quaranta delle Semintensive, cui si sommano quelli delle Malattie Infettive.

A un anno di distanza dal primo lockdown, il Padovano si trova a cavalcare, suo malgrado, la terza ondata dell’epidemia: «Siamo in una situazione molto pesante, decisamente oltre le aspettative» prosegue il direttore della Fisiopatologia respiratoria «addirittura mi sembra che il numero dei posti Covid nelle ondate precedenti non sia mai stato così elevato, senza contare che la gravità dei pazienti è sicuramente superiore alla prima e, direi, anche alla seconda».

Molte le motivazioni: «Le ipotesi sono molte, a partire dalle varianti oltre che dal fatto che i meno gravi si curano a lungo a domicilio prima di rivolgersi alle strutture ospedaliere, ma malgrado queste spiegazioni la situazione in cui ci troviamo resta non completamente spiegabile. E il dato di fatto è che quando arrivano in ospedale, molti sono già gravi. Le previsioni ci dicono tuttavia che dovremmo essere all’apice di questa nuova ondata, speriamo quindi che dalla settimana prossima si cominci finalmente a calare» conclude Vianello. —


 

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