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Maxi stangata da multe e sanzioni: i Comuni padovani incassano 50 milioni di euro

Padova si piazza al primo posto con 22 milioni di euro. Entrate “azzerate” a Santa Giustina, Cinto Euganeo e Vo’

PADOVA. Quasi 50 milioni di euro. Si tratta dei soldi incassati dai Comuni della provincia di Padova, per lo più dalle sanzioni per le violazioni al Codice della strada, ma anche da ammende e sanzioni di altro tipologia. Una somma monstre, se si pensa quanto - dei verbali emessi dalla municipale o dalle amministrazioni - non venga poi realmente incassata per i problemi legati ai mancati pagamenti, alla irreperibilità, ai ricorsi e alla prescrizione, ai tempi dei contenziosi per recuperare i crediti da parte dei comuni creditori.

Tanto che recentemente il governo guidato da Mario Draghi ha dovuto introdurre un vero e proprio condono sulle cartelle emesse dal 2000 al 2010 fino a 5.000 euro. Nella maggior parte dei casi si tratta di sanzioni per violazione del Codice della strada. I dati emersi sono frutto di un’analisi dei bilanci depositati lo scorso anno, quindi pre Covid, dalle amministrazioni.

La classifica

La parte del leone la fa ovviamente il capoluogo con 22,6 milioni di euro (106 euro per abitante); Padova è anche la prima in Italia per quanto riguarda la classifica sull’incidenza percentuale delle entrate per multe, sanzioni, ammende rispetto al totale delle entrate. A Padova l’incidenza è del 6,46%, mentre al secondo posto c’è Bologna (6,01%), seguita da Milano (4,35%) e Verona (3,90%).

Diverse però le sorprese di Comuni che superano il capoluogo nella graduatoria degli incassi pro capite in relazione ai propri abitanti: tra questi Carceri (poco più di 1.500 abitanti) che ha incassato 723.129 euro, quasi 480 per abitante; Carmignano di Brenta quasi 2,2 milioni di euro di entrate che corrisponde a 285 per residente; Fontaniva quasi 1,5 milioni di entrate e 186 euro per abitante; San Martino di Lupari ha invece incassato 1,6 milioni di euro che è pari a 123 euro circa per residente.

La graduatoria padovana emerge dal report curato dal sito “Openpolis”, che ha passato ai raggi x i dati dei consuntivi 2019 di tutti i Comuni d’Italia. Per quanto riguarda gli incassi, dietro a Padova si posizionano Cittadella (5,6 milioni di euro), Piove di Sacco (3,6 milioni), Carmignano (2,1 milioni) e Albignasego (2 milioni). Questo primo gruppo fa capire come pesino fattori precisi per i Comuni più grandi. E parliamo degli autovelox della tangenziale di Padova. In altri casi è la rete degli autovelox o la solerzia della polizia municipale.

QUELLI CHE NON STANGANO

Dall’altra parte della graduatoria, i Comuni più “buoni”. Anzi, che quasi non sanzionano nemmeno, o non incassano. Clamorosi i casi di Santa Giustina in Colle, Cinto Euganeo, Vo’ e Baone (rispettivamente 54, 100, 150 e 600 euro di incassi provenienti da sanzioni) sono nettamente i fanalini di coda. Pochi centesimi di introiti per ogni residente, dunque praticamente zero. Certo è che questi Comuni non fanno cassa con multe e sanzioni amministrative. Il motivo è da ricercare nel fatto che nelle strade di questi Comuni non esistono installazione fisse capaci di “catturare” gli automobilisti più indisciplinati. —



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