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Storico barista del Maap stroncato dal male a 56 anni, abitava a Villafranca

Federico Reffo, 56 anni, ha trascorso una vita al bar del Maap

Federico Reffo gestiva il locale esterno al magazzino insieme al cugino Giuseppe. L’addio martedì a Taggì di Sotto, fuori dalla chiesa sarà installato un maxischermo

VILLAFRANCA. Lo storico bar Da Reffo, al Maap, il magazzino agroalimentare di Padova, ha perso il sorriso di Federico, uno dei titolari, mancato giovedì a  56 anni. Da due era affetto da una terribile malattia, contro cui ha lottato strenuamente, aggrappandosi all’amore per la vita, per la famiglia e per il suo lavoro con tutte le sue forze.

«Nonostante soffrisse molto, a nessuno diceva di stare male, ma rispondeva sempre che andava tutto benissimo» racconta il figlio maggiore Marco «e fino a gennaio aveva continuato a recarsi al bar. Due settimane fa mi ha chiesto di aiutarlo a vestirsi per tornarci: il locale era la sua vita».

La famiglia Reffo gestisce i bar all’interno del Maap dal 1978, da quando il primo locale lo prese in gestione Livio, che dentro al mercato prima faceva il garzone, Poi con gli anni, appena terminata la scuola dell’obbligo, vi sono entrati i suoi quattro figli e i bar nel frattempo sono diventati due. Federico, insieme al cugino Giuseppe, si occupava di quello esterno.

«Per oltre quarant’anni è stato il suo lavoro» prosegue il figlio Marco, «ma anche la sua passione. Papà adorava quello che faceva e amava stare in mezzo alla gente, nonostante il sacrificio di alzarsi a notte fonda per essere lì quando apre il mercato. Era molto stimato da tutti e la riprova sono le centinaia di messaggi di condoglianze che sto ricevendo, da tutta Italia e anche dall’esterno, da persone che conoscevano e volevano bene a mio padre». Anche su Facebook, un paio di messaggi per tutti descrivono bene Federico: «Era una persona meravigliosa e generosa, sempre con la parola pronta per tutti. Bravissimo nel suo lavoro, che lo eseguiva come un professionista. E l’abbraccio che riusciva a darti nelle sue parole ogni volta che aprivi la porta del bar per staccare un po’da una notte frenetica di lavoro».

«Padova e il suo mercato non saranno più gli stessi». Oltre a un grande lavoratore, era anche un grande papà, sempre vicino ai suoi figli Marco, Luca e Mirco. Quando Luca giocava a calcio, ad esempio, lo ha seguito sempre, partecipando anche attivamente alle attività delle società sportive in cui militava. Oltre ai tre adorati figli, Federico lascia la moglie Cristina.

Il funerale verrà celebrato nella chiesa di Taggí di Sotto martedì alle 16, con partenza dalla casa funeraria Brogio di Cadoneghe alle 15. 30. Viste le ristrettezze Covid e immaginando la grande partecipazione, per permettere a tutti di assistere alla funzione, chi non troverà posto in chiesa potrà seguire la cerimonia dall’esterno, grazie all’installazione di un maxi schermo.

«Ringraziamo i medici, gli infermieri, i terapisti, gli assistenti e tutti coloro che nel periodo di malattia hanno aiutato e curato papà» conclude Marco, insieme alla mamma e ai fratelli. «Non ci sono parole per ricompensare tutto quello che avete fatto per lui». —

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