Dirigente sportivo fulminato da un infarto

Massimo Mason, 53 anni, trovato in soggiorno dalla moglie e dal figlio: è il secondo lutto del Massanzago Volley in 8 mesi

LOREGGIA

Stroncato in casa da un infarto dirigente del Massanzago Volley, titolare di un negozio di alimentari a Tombolo. Massimo Mason aveva compiuto 53 anni lo scorso 27 febbraio e, secondo i familiari, non soffriva di patologie cardiache. Il dramma lunedì pomeriggio nella casa a schiera di via Grassini a Loreggiola dove Mason abitava con la moglie Roberta Scandolara e il figlio 17enne. Il malore lo ha colto proprio durante una breve assenza dei familiari, usciti per alcune commesse. Mason non ha avuto il tempo di chiedere aiuto. Quando la moglie e il figlio sono rincasati, dopo le 17, lo hanno trovato esanime nel soggiorno.




Sono stati momenti di panico, durante i quali i congiunti hanno subito compreso la gravità della situazione e chiamato i soccorsi. In via Grassini sono arrivati un’ambulanza del Suem 118 e l’elisoccorso. Per quasi un’ora i medici hanno tentato di rianimare il 53enne davanti al fratello Maurizio: tentativi inutili. Dopo il nulla osta del magistrato la salma di Mason è stata portata all’ospedale di Camposampiero. Probabilmente verrà disposta l’autopsia per accertare la reale causa del decesso. Sotto choc la moglie e il figlio, incredulo il fratello. «Non ha mai manifestato alcun sintomo da poterci dare preoccupazioni», dice Maurizio, il fratello maggiore che abita in via Carpane. «Se una persona è malata sei preparato al peggio, ma in questo modo come si fa a rassegnarsi? Grazie agli operatori sanitari che sono intervenuti velocemente e hanno tentato l’impossibile per mio fratello, non si poteva fare di più. Non è sempre malasanità, poi c’è il destino e non si può fare niente». Maurizio Mason ricorda che anche il padre morì allo stesso modo: «Fu meno doloroso, perché si spense nel letto, dormendo. Per noi sarebbe di grande conforto sapere che Massimo non ha sofferto».

La notizia dell’improvvisa fine di Mason è arrivata la sera stessa a Massanzago e ha lasciato tutti sconvolti. «Era un nostro dirigente e seguiva la squadra Under 17 dove gioca il figlio Mattia, che è arrivato da noi da giovanissimo, quando aveva 13 anni», dichiara Galdino Carpin, presidente del Massanzago Volley. «Sabato era fra coloro che hanno accompagnato i ragazzi per la partita con il Volley Clodia e niente lasciava presagire il dramma. Era una persona sempre disponibile, nel limite del possibile perché gestiva anche un negozio. Lui viveva per quell’unico figlio arrivato dopo averlo tanto desiderato, immagino cosa stiano passando Mattia e la madre».



Il giorno dopo, domenica, Mason aveva postato le immagini della gara, con il figlio quasi sempre in primo piano. Carpin non si capacita di come la sorte si stia accanendo contro la società con i suoi tesserati. «È il secondo lutto che patiamo dopo la morte, nell’agosto scorso, di Filippo Pedron, compagno di squadra del figlio di Massimo» continua il presidente «siamo rimasti colpiti da questa situazione. Due lutti in meno di un anno saranno una casualità, ma davvero tanto dolorosa».

È ancora profonda la ferita nella società di volley per la perdita di Filippo Pedron, di Cavino di San Giorgio delle Pertiche, morto a 16 anni per arresto cardiaco la sera del 2 agosto scorso mentre mangiava una pizza in casa di amici. Il dolore colpisce anche Tombolo, dove in via Senatore Cittadella ad Onara c’è il negozio di frutta e verdura di Massimo. La famiglia Mason è conosciuta anche a Borghetto dove il compianto papà Mario e la mamma Vittoria, ormai ottantenne, gestirono un bar. La notizia della morte del concittadino ha raggiunto anche il sindaco Fabio Bui, che esprime vicinanza alla famiglia: «Un lutto che colpisce tutto il paese». —



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