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Incubo Covid a Carmignano, positivo anche don Gianfranco

La chiesa parrocchiale di Carmignano di Brenta

Era andato a pranzo con don Egidio (poi risultato contagiato). È ricoverato in Rianimazione

CARMIGNANO DI BRENTA. L’incubo Covid perseguita la comunità di Carmignano. Dopo il parroco positivo nel capoluogo ed il focolaio della settimana scorsa, ora c’è anche il parroco della frazione di Camazzole, don Gianfranco Mazzon, 80 anni, che è risultato positivo e da mercoledì è ricoverato in rianimazione all’Ospedale di Cittadella.

Aveva accusato i sintomi pochi giorni dopo l’esito del tampone dell’altro sacerdote, don Egidio Girolimetto, additato dai parrocchiani per la leggerezza nel seguire le norme di contenimento del virus e per aver organizzato incontri nonostante fosse palese che non stesse bene.

I due sacerdoti, oltre ai momenti religiosi, avevano condiviso il pranzo fino al giorno prima dell’esito, poi sono finiti in isolamento e lo sono tuttora: don Egidio, che aveva avuto febbre soltanto i primi due giorni, si trova nella canonica del capoluogo, mentre don Gianfranco in quella di Camazzole.

Quest’ultimo ha iniziato ad avere la febbre alta dopo 3 giorni e la situazione è via via peggiorata, tanto da dover richiedere il ricovero in ospedale dove è stato trasferito in Rianimazione. Sta rispondendo bene alle cure ma la comunità, dove il parroco è amato da tutti, ora è in forte apprensione e prega per la sua guarigione. Per oggi, alle 20,30, è stato organizzato un rosario sulla pagina facebook della parrocchia per don Gianfranco.

«Siamo molto preoccupati e vicini al nostro sacerdote», affermano i volontari del consiglio pastorale «ma anche fiduciosi che superi questo momento delicato. Siamo in contatto quotidiano con la nipote per ricevere l’aggiornamento medico giornaliero. Sappiamo che è lucido e vigile e risponde alle terapie. Questo ci fa ben sperare anche se oramai si sente di tutto riguardo questo virus subdolo.

Aveva la febbre a 38, 5 da venerdì della settimana scorsa e non riusciva a venirne fuori, tanto che il medico martedì ha chiamato il 118. Il giorno dopo don Gianfranco è stato ricoverato in rianimazione per le sue condizioni delicate. Gli siamo tutti vicini nella preghiera. È una grande guida per tutti noi, attenta e sensibile. Fin prima della pandemia, era ospitato ogni giorno a pranzo in una famiglia diversa della nostra parrocchia perché tutti gli vogliono bene.

Con l’emergenza sanitaria, non è più stato possibile, così si ritrovava nella canonica della parrocchia di Santa Maria Assunta di Carmignano per il pranzo assieme a don Egidio». Inevitabile quindi il contagio, essendo positivo anche l’altro prelato, che nei giorni precedenti aveva organizzato, pur avendo già qualche sintomo, incontri parrocchiali e celebrato la prima confessione dei bambini di quarta elementare, finiti tutti in quarantena. I 60 bambini sono fortunatamente risultati tutti negativi al tampone molecolare, ma diverse persone della cerchia parrocchiale sono e positive, tra cui don Gianfranco.

Molti i dissapori generati dall’episodio dove è emersa la leggerezza da parte di don Egidio, giunta anche al vescovo, che ha inviato a Carmignano il suo vicario Don Lorenzo Zaupa e sospeso tutte le attività. Di tutt’altro tenore i commenti verso don Gianfranco, originario di San Giorgio in Bosco, da 20 anni alla guida della parrocchia di San Bernardino di Camazzole. «È sempre molto scrupoloso nelle misure di sicurezza» assicurano i fedeli «tanto da aver sospeso il catechismo già da un mese per tutelare i bambini». —



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