Riccio in fuga dalle ruspe s’incastra in una rete

la storia

Un riccio salvato in via Morosini a Loreggia. Martedì una signora lo ha trovato incastrato nella rete di recinzione di casa: lo ha soccorso e riscaldato perché era in ipotermia e gli ha tolto le zecche. Poi ha telefonato al Cras di Rovigo, il Centro di recupero animali selvatici, che ha inviato un volontario a prendere l’animaletto per curarlo nella clinica dell’associazione con lo scopo di liberarlo in natura appena ristabilito. «Stava fuggendo dai campi dove ci sono lavori in corso per l’interramento del metanodotto » riferisce la donna «i ricci sono animali intelligenti e non si incastrano in quel modo nelle recinzioni se non sono disorientati da un risveglio “brusco” dal letargo». Il riccio ha risposto bene alle cure e potrà essere rimesso in libertà. Ma la preoccupazione della sua salvatrice resta: «Mi chiedo quanti animali disorientati staranno vagando lungo il tracciato del metanodotto, non tutti hanno la fortuna di trovare qualcuno che li aiuti. La fauna va protetta e rispettata, non farlo è reato». Per la fauna selvatica è un momento delicato, gli animali che si stanno svegliando hanno bisogno di tutela. Il Cras, che segue anche il Padovano, svolge un ruolo fondamentale salvando ogni anno centinaia di esemplari di ogni specie. —


G. A.

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