Ha aperto a Padova l’Iper Rossetto, assalto di curiosi

Il nuovo maxi-supermercato è alla base del cavalcavia Dalmazia. L’ad del gruppo: «Città cruciale per il mercato»

PADOVA. È effettivamente tutto “iper”. Corsie lunghissime, decine di casse, 4.500 metri quadri di superficie totale, parcheggi da 400 posti auto, 90 nuovi assunti come dipendenti. E “iper” è stata anche l’affluenza ieri mattina a partire dalle 8 quando ha aperto il nuovo Iper Rossetto in via Sarpi, proprio alla base del cavalcavia Dalmazia. Un colosso della grande distribuzione destinato a fare una concorrenza spietata anche ai grandi gruppi alimentari presenti in città.



Gruppo veronese

Il Gruppo Rossetto ha già 24 punti vendita nelle province di Brescia, Verona, Mantova (dove ha un centro logistico di smistamento di 72 mila metri quadri), Vicenza e Venezia. In provincia di Padova era già presente al centro commerciale “Le Centurie”, vicino a Camposampiero. La famiglia Rossetto ha una storia simile a quella di Francesco Canella e fratelli, fondatori del Gruppo Alì. Anche i Rossetto sono self made men che, prima di possedere l’impero commerciale di oggi con 2.000 lavoratori in tutto, sono partiti nel 1967 da una semplice salumeria che avevano in Via Milano, una delle strade più note di Verona. Si tratta di cinque fratelli: Roberto, Luciano, Germano e Lorenzo e Giuseppe (deceduto alcuni anni fa).

Ieri, al primo giorno di apertura del supermercato padovano, c’era anche Roberto Rossetto, accompagnato dalla moglie: «Finalmente, dopo anni di attesa, siamo riusciti a sbarcare anche a Padova, una delle città del Nordest più appetibili dal punto di vista commerciale – ha detto il massimo dirigente del gruppo veronese – Sono convinto che i clienti cresceranno di giorno in giorno perché il nostro rapporto qualità- prezzo è imbattibile. Una rivista specializzata ha calcolato che, in rapporto alla qualità che garantiamo, abbiamo i prezzi più bassi d’Italia».



All’interno del supermercato ci sono tutti i reparti possibili del settore. Il banco della gastronomia con 5 addetti, una grande pescheria, la macelleria, la vineria e la birreria, un bar-tavola calda (guidato dalla referente Giulia Olivetto), il banco del pane fresco e della pasticceria, lo spazio dell’ortofrutta ed anche un corner interamente dedicato al sushi preparato al momento e guidato dalla cinese Giorgia Xu.

Le polemiche politiche

Con l’apertura dell’Iper Rossetto sono tornate le polemiche sull’opportunità di autorizzare un altro supermercato in città, già piena di punti vendita alimentari di media e grande dimensione. Quest’ultimo però deve fare i conti con la lunga e tormentata storia. Una vicenda iniziata 16 anni fa quando, sindaco Zanonato, fu approvato il piano urbanistico attuativo e proseguita con l’atto deliberativo firmato dal commissario Paolo De Biagi alla guida del Comune dopo la sfiducia al sindaco Massimo Bitonci, dopo che i Rossetto avevano minacciato di presentare ricorso al Tar chiedendo un risarcimento milionario anche perché nel frattempo il Comune aveva costruito il ponte Sarpi Dalmazia sopra il terreno di proprietà del gruppo veronese.

«L’apertura di IperRossetto non è dipesa dalla giunta Giordani, ma la concessione edilizia che ha permesso l’arrivo in città del gruppo veronese l’ha data quest’amministrazione, che ha permesso anche la modifica dei volumi e, soprattutto, una viabilità da terzo mondo, con marciapiedi fuori legge, impercorribili dai disabili – è la denuncia del vicepresidente del consiglio comunale in quota minoranza Ubaldo Lonardi – Ho interpellato Giordani su questo problema, ma il sindaco non ha mai risposto». Sintetico il commento di Antonio Bressa: «Noi questo centro commerciale così impattante non l’avremmo mai autorizzato». —

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