Gioielli del Tiepolo Zaia dimentica di citare Massanzago

Il sindaco Scattolin cita il ciclo di affreschi di villa Baglioni e invita il governatore 

la curiosità

Il sindaco Stefano Scattolin invita Luca Zaia a visitare Villa Baglioni, la sede municipale, per ammirare gli splendidi affreschi del Tiepolo che decorano la sala nobile dello storico palazzetto del XVII secolo assicurandogli che gli regalerà un volume realizzato nel terzo centenario delle opere di Massanzago. Un modo elegante per informare il presidente del Veneto che ha “dimenticato” di inserire Massanzago nel post in cui celebra l’anniversario della nascita di Giovanni Battista Tiepolo. Nel post del 5 marzo Zaia ricorda infatti la nascita a Venezia, nel 1696, del Tiepolo. «Uno dei maggiori artisti del Settecento, di cui l’anno scorso si è celebrato il 250° anniversario della morte» scrive il governatore, elencando una serie di luoghi tiepoleschi che si sono uniti per celebrarlo, da Vicenza a Würzburg. «Presidente Zaia», scrive il sindaco professore, «comprendere pienamente il Tiepolo significa partire dal suo primo ciclo completo di affreschi, Il Mito di Fetonte dalle Metamorfosi di Ovidio in Villa Baglioni a Massanzago, piano nobile. La invito ancora in visita: le doneremo uno splendido testo monografico. La aspettiamo».


Il consigliere comunale Marco Barin “ringrazia” invece l’ufficio stampa del presidente «per aver serenamente dimenticato Massanzago, tappa fondamentale del percorso artistico del Tiepolo». Sono proprio le decorazioni interne che il giovane Giovanni Battista Tiepolo realizzò a conferire meritata fama a Villa Baglioni: nel suo primo incarico Tiepolo fornì già un saggio delle sue notevoli capacità artistiche e narrative. Nel soffitto affrescò il Trionfo dell’Aurora, nella parete est Fetonte che chiede il carro del Sole ad Apollo, nella parete ovest la Caduta di Fetonte nel fiume Eridano e Le Eliadi che si trasformano in pioppi. —



Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi