Padova verso la chiusura delle scuole. «Sono a rischio superiori e medie»

Zaia: «Con questo trend la prossima settimana il parametro di 250 positivi ogni 100 mila abitanti potrebbe essere superato»

PADOVA. La curva dell’epidemia è tornata a salire e la provincia di Padova si sta avvicinando a grandi passi verso l’arancione scuro. L’ha detto ieri mattina il presidente della Regione Luca Zaia annunciando anche che, inevitabilmente, saranno adottate restrizioni sulla scuola come previsto dal primo Dpcm del governo Draghi.

«C’è questo nuovo parametro dei 250 positivi su 100.000 abitanti a settimana», ha spiegato, «oltre questo si chiudono le scuole. Padova è già a 200 e quindi probabilmente la prossima settimana sarà la prima realtà del Veneto a superare quella soglia».

Nel caso accada il governo ha demandato la chiusura degli istituti alle “disposizioni” dei presidenti delle regioni. «A questo punto è necessario uno sforzo collettivo per resistere alla terza ondata», ha detto il sindaco Sergio Giordani, «rispetteremo le scelte della Regione ben sapendo che la salute viene prima di tutto».


il nuovo dpcm

La vera stretta del nuovo Dpcm, in vigore dal 6 marzo fino al 6 aprile, riguarda infatti le scuole. In particolare le primarie, quelle dell’infanzia e gli asili nido che, dopo la lunga chiusura di un anno fa, avevano resistito alle restrizioni per contrastare la seconda ondata di ottobre-novembre restando aperte anche nelle regioni in zona rossa.

La novità è che tutte le scuole di ogni ordine e grado chiuderanno nelle regioni in zona rossa. Viene poi demandato alle “disposizioni” dei presidenti delle regioni la chiusura degli stessi istituti in tre casi: all’interno delle «aree, anche di ambito comunale» in cui le regioni abbiano ravvisato una elevata circolazione di varianti; nelle aree dove l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi sia superiore a 250 casi per 100mila abitanti; e in caso di motivata ed eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

Riassumendo, dunque, nel caso in cui la regione diventi rossa la chiusura è automatica ed è decisa dal ministero della Salute il venerdì sulla base del monitoraggio dell’Iss che porta alla revisione dei colori. Negli altri casi dipende dai presidenti delle regioni.

«Già la prossima settimana la provincia di Padova potrebbe superare quel limite», ha sottolineato Zaia, «a quel punto andranno prese decisioni intervenendo su macroaree. Per quanto riguarda la scuola dobbiamo affrontare tutto con gradualità. È evidente che non possiamo mandare a casa i bimbi fino ai sei anni. Sarebbe l’ultima spiaggia perché magari risolveremmo un problema creandone però dieci. Ovvio che sulle superiori e qualche anno delle medie possiamo fare ragionamenti. Ma in questo momento non siamo in grado di stabilire cosa faremo».

L’appello

«Stiamo assistendo ad una crescita della curva», ha spiegato ieri il prefetto Renato Franceschelli, «per cui dobbiamo essere pronti a rispettare le misure che verranno decise. Se dovessimo entrare in zona rossa sarebbe infatti automatica la chiusura delle scuole, in fascia arancione scuro sarà la Regione a stabilire come procedere».

L’attenzione ora è tutta al weekend con un rinnovato appello a comportarsi con attenzione rispettando le misure di sicurezza. «Quando il governo o le autorità sanitarie adottano provvedimenti restrittivi, noi li assumiamo», aggiunge Franceschelli «e così è stato quando, di fronte all’assembramento di Prato della Valle, è stato immediatamente riportato l’ordine e sono stati sanzionati 24-25 giovani. E lo stesso vale per il centro storico, dove il controllo da parte delle forze dell’ordine è costante, pur con i mezzi a disposizione. Ci muoviamo all’interno delle disposizioni di legge altra cosa, però, è aspettarsi che sia possibile avere un agente davanti a ogni bar».

I ristori

Il sindaco Sergio Giordani pone anche l’attenzione sulle perdite economiche che inevitabilmente patiranno alcune categorie. «Dispiace per i ragazzi che continuano ad andare a scuola a singhiozzo», afferma il primo cittadino, «ma sono preoccupato anche per gli esercenti che dovranno chiudere. Mi aspetto che dal governo arrivino al più presto i sostegni economici a tutte quelle attività che sono penalizzate dalla pandemia».

Per quanto riguarda il weekend giordani torna ad appellarsi al buon senso dei padovani. «I numeri sono in forte crescita», dice il sindaco, «mi aspetto che, anche grazie alle misure adottate nelle ultime settimane, i padovani sappiano rispettare tutte le norme di sicurezza per il contrasto al Covid». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Banana bread al cioccolato

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi