Droga e alcol, a Padova picco di dipendenze nel 2020: «Le dosi costano meno»

Giancarlo Zecchinato, direttore del dipartimento dipendenze del Serd di Padova e Piove di Sacco

Nell’anno della pandemia da Covid 19 si alza il numero degli under 24 che fanno uso di stupefacenti. Il dato emerge dal bilancio del Serd

PADOVA. Aumentano nel 2020 le dipendenze nei giovani. Nell’anno della pandemia da Covid 19 si alza il numero degli under 24 che in particolare fanno uso di sostanze stupefacenti.

A fare il bilancio della situazione durante la VI commissione consiliare’Politiche dei servizi alla persona’ è il Serd di Padova e Piove di Sacco. «Su 1612 persone che seguiamo per problemi di tossicodipendenza, 218 hanno meno di 24 anni e di queste 41 hanno meno di 17 anni», dice Giancarlo Zecchinato, direttore del dipartimento dipendenze Uoc Serd Padova e Piove di Sacco. «La sostanza primaria usata dai minorenni è la cannabis, mentre tra i 18 e i 24 anni fanno maggiormente uso di eroina da fumare seguita a ruota da cocaina e cannabis».


Droghe che nell’ultimo anno si sono rese anche piuttosto abbordabili per quanto riguarda il prezzo. «La percezione che abbiamo avuto noi addetti ai lavori è che il prezzo degli stupefacenti nel territorio sia diminuito nell’ultimo anno. Comprarsi una dose di eroina o uno spinello costa meno dell’anno precedente alla pandemia. E questa probabilmente è una strategia di marketing degli spacciatori».

Il direttore del Serd ha dato i dati dell’utenza del 2020. «Abbiamo seguito 2446 persone, di queste 1612 per problemi di tossicodipendenza, 572 per problemi di alcol, 68 per dipendenza da tabacco, 137 per dipendenza da gioco d’azzardo, 24 altri utenti, come ad esempio familiari di persone con dipendenze, e 13 lavoratori a rischio inviati da medici del lavoro».

Nonostante la pandemia i nuovi ingressi a livello numerico si mantengono piuttosto stabili rispetto agli anni precedenti, segno che le dipendenze con il virus in circolazione e le chiusure varie non sono scomparse. «Su 2446 casi abbiamo avuto 485 nuovi casi nel 2020: 259 per sostanze stupefacenti, 126 per alcol, 40 per tabacco, 33 per gioco d’azzardo, 19 altra utenza».

In realtà una dipendenza che è notevolmente calata nel 2020 è quella del gioco d’azzardo. «Credo che questo dato sia giustificato dal lockdown e dalla conseguente chiusura dei bar dove ci sono le slot machine. Secondo un sondaggio, svolto non solo a livello della provincia di Padova, meno del 10% dei giocatori d’azzardo è passata al gioco online. In questo caso diminuendo l’offerta è diminuita la domanda».

Per quanto riguarda la fascia d’età, su 137 dipendenti dal gioco, 13 hanno meno di 29 anni, 30 hanno più di 60 anni, mentre il gruppo maggiore ha tra i 40 e i 60 anni. Passando invece all’alcol sono 572 i casi in carico al Serd, di questi nessuno ha meno di 19 anni, 21 hanno tra i 20 e i 29 anni, 31 tra i 30 e i 39 anni, 350 tra i 40 e i 59 anni e 120 sopra i 60 anni. «Di solito si rivolgono a noi, per quanto riguarda l’alcol, persone non giovanissime e che spesso hanno già iniziato ad avere problemi di salute derivati dalla dipendenza».

Un po’ come per il tabagismo, dove il gruppo di utenti maggiore ha tra i 40 e i 60 anni e inizia ad accusare i primi problemi.

Durante tutto l’anno, compresi i mesi più caldi dal punto di vista del Covid, il Serd con i suoi operatori, 94 in tutto, non ha mai sospeso il suo servizio. «Abbiamo sempre lavorato, non abbiamo mai neppure diminuito il servizio».

Per quanto riguarda i costi nel 2020 per gli inserimenti nelle comunità terapeutiche sono stati spesi 3 milioni 897 mila euro, una cifra similare a quella degli ultimi tre, quattro anni. «Collaboriamo con il privato sociale. In tutta la provincia di Padova ci appoggiamo a tre comunità terapeutiche, più una a Vicenza, a cui abbiamo inviato 384 persone» . —



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