«Ora si elegga una donna come garante dei detenuti»

la polemica

«La sinistra fa così: combatte delle battaglie per la parità di genere, poi però alla prima occasione che ha per dimostrare che ci crede veramente, nomina un uomo». Anche la consigliera regionale di Forza Italia Elisa Venturini entra nella polemica sull’elezione del Garante per i detenuti. E lo fa proprio alla vigilia del voto, che avverrà questa sera alle 19 in consiglio comunale. A Palazzo Moroni sono arrivati 7 curriculum, cinque di donne e due di uomini. La maggioranza aveva già trovato un accordo attorno al nome di Antonio Bincoletto, indicato da Coalizione civica ma apprezzato anche da buona parte dell’opposizione. Al patto però si era contrapposto il “giordaniano” Luigi Tarzia, che invece aveva avanzato la candidatura di Maria Pia Piva, indicando quella di oggi come un’opportunità per manifestare la volontà di dare seguito alla mozione sulla parità di genere votata l’8 febbraio scorso. A Tarzia aveva risposto Stefano Ferro di Coalizione Civica, accusandolo di provocazioni e ricerca di visibilità.


«Non discuto i curricula dei candidati, che saranno sicuramente tutti eccellenti, ma trovo contraddittorio votare una mozione per porre la questione di genere e poi proporre un uomo. Se fai una guerra di principio poi questo principio lo fai valere – sostiene Venturini – E invece, davanti ad una nomina così delicata, si fa il contrario».

Per la nomina del Garante serviranno i voti di due terzi del consiglio comunale. Se non dovesse essere raggiunta si andrà ad una seconda convocazione, ed eventualmente ad una terza dove però basterà la maggioranza semplice. —

LU. PRE.

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