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L’ex provveditorato di Padova finisce tra le case in vendita nei siti immobiliari: 7 piani a 4,3 milioni 

L’edificio in questione è quello dell’ex provveditorato agli studi, 8.361 metri quadrati all’incrocio tra piazzale Pontecorvo e via Sanmicheli. Un edificio pregiato ma che da sette anni sembra interessare solo i senza dimora che lo usano come ricovero di fortuna

PADOVA. Vendesi stabile dei primi anni ’50 in zona Pontecorvo: sette piani fuori terra con impianto di fabbrica a forma di U. Destinazioni ammesse: residenziale, commerciale, direzionale e turistico ricettivo. Prezzo: 4 milioni e 300 mila euro. Non è un annuncio come gli altri, quello comparso ieri sui siti di inserzioni online.

Tutti i numeri conducono sul livello delle grandi operazioni immobiliari. L’edificio in questione è quello dell’ex provveditorato agli studi, 8.361 metri quadrati all’incrocio tra piazzale Pontecorvo e via Sanmicheli. Un edificio pregiato ma che da sette anni sembra interessare solo i senza dimora che lo usano come ricovero di fortuna o gli studenti che ogni tanto lo occupano per una manifestazione, le ultime contro la dad.

Lo stabile è stato a lungo di proprietà della Provincia, che lo ha utilizzato per gli uffici scolastici fino alla fine del 2012. Poi l’ente ha deciso di disfarsene, in un articolato piano di alienazioni, e l’ha messo all’asta, inutilmente.

Nel 2013 il primo tentativo di vendita per 8 milioni, un anno dopo la seconda asta con base a 7 milioni e 200 mila euro. Infine l’amministrazione, guidata al tempo da Barbara Degani, ha raggiunto un accordo di valorizzazione dello stabile con la Cassa Depositi e Prestiti, alla quale ha ceduto lo stabile per 4,4 milioni nel 2015. Da allora l’edificio - inserito nel portafoglio della Cdp Immobiliare Sgr - è abbandonato al suo destino di occupazioni abusive e degrado.

Nonostante la posizione privilegiata, a due passi dal Santo, e le metrature importanti, negli ultimi anni nessuno si è fatto avanti per acquistare l’ex provveditorato. Eppure l’amministrazione comunale ha provato a dare l’imbeccata a possibili investitori, se non altro per risolvere un problema di decoro in un piazzale prestigioso.

«Ho segnalato l’edificio per eventuali investimenti», spiega l’assessore all’Edilizia privata, Antonio Bressa, «ma pur essendo ampio, richiede un intervento di grande impatto all’interno. Non è facile trovare chi sia disposto a farsene carico. Qualcuno aveva valutato di farci residenze per anziani autosufficienti, poi tutto si è fermato. Da parte nostra c’è la massima disponibilità a valutare richieste di cambio di destinazione d’uso».

Escluso che possa ospitare un supermercato - gli spazi neppure lo consentono - le ipotesi vanno dal residenziale al turistico-ricettivo, anche in considerazione della vicinanza con la basilica del Santo. Nel frattempo lo stabile, seguendo l’andamento del mercato, si è svalutato e le sue condizioni sono ulteriormente peggiorate. Da qui, probabilmente, l’urgenza di rilanciarne sul mercato la disponibilità. Per investitori coraggiosi. —
 

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