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Droni e foto a infrarossi di notte per cacciare i cinghiali dai Colli Euganei

Una ditta ha sperimentato per il Parco il sistema per monitorare ungulati e daini. In via Liviana solo chiusini o arcieri perché il passaggio è troppo vicino alle case

TORREGLIA. A breve nel territorio del Parco Colli entreranno in azione i droni muniti di camera a raggi infrarossi per individuare dall’alto i movimenti notturni dei cinghiali. L’impiego della tecnologia più avanzata si rende necessario, fanno sapere all’Ente che ha sede in via Rana Cà Mori a Este, per utilizzare al meglio le forze in campo per il controllo sia del numero degli ungulati sia dei daini.

Test


«La scorsa settimana l’azienda di Trento che ci supporta nel progetto, ha effettuato una sperimentazione che ha dato esito positivo» spiega il vicepresidente del Parco Colli, Antonio Scarabello. «Il drone ci permette di monitorare gli spostamenti notturni degli animali, gli orari, i corridoi di passaggio e le zone di maggiore concentrazione. Sulla base di questi dati siamo in grado di intervenire chirurgicamente senza sprecare tempo e risorse. Un altro dispositivo messo in campo sono le cosiddette foto trappole.

Le telecamere fisse a raggi infrarossi si attivano al passaggio degli animali e hanno permesso ai Carabinieri forestali di filmare un mese fa la lupa Cecilia ai confini tra Baone e Arquà Petrarca».

Via liviana

Scarabello assicura una maggiore attenzione dell’ente sul problema di via Liviana a Luvigliano, dove i cinghiali ultimamente sono un serio problema per le coltivazioni del versante sud-ovest del colle Lonzina, ma soprattutto un pericolo per l’incolumità degli automobilisti e dei motociclisti che percorrono nelle ore notturne la strada che collega Luvigliano a Bresseo.

«In quell’area ci sono numerose abitazioni e per questo abbiamo commissionato uno studio a un perito balistico per capire fino a che punto possiamo intervenire dalle altane con i selecontrollori. Intanto non appena avremo l’autorizzazione dal privato posizioneremo un chiusino. Vista la difficoltà di utilizzare la carabina stiamo valutando la possibilità di far intervenire gli arcieri che possono avvicinarsi alle case».

Forze in campo

Scarabello evidenzia che nelle ultime settimane il Parco Colli ha messo in campo tutto il personale addetto al controllo dei cinghiali. «Stiamo facendo uno sforzo notevole proprio per catturare e abbattere in questo periodo di stagione il maggior numero di scrofe gravide ed evitare che il numero aumenti. Possiamo contare, oltre che sui nostri tecnici, sugli operai di Veneto Agricoltura, su un numero importante di selecontrollori e sulla collaborazione dei Carabinieri forestali che ci aiutano non solo nel controllo della fauna selvatica. Il comune di Torreglia nelle ultime ore ci ha assegnato in comodato d’uso un’area nella zona di Torreglia Alta dove posizionare il furgone frigo per conservare le carcasse degli animali prima di trasferirle al macello di Solesino. Ci stiamo organizzando col comune di Galzignano per installare a Valsanzibio una delle tre celle frigo fisse previste nel Parco».

Scarabello fa sapere che da una stima fatta dai tecnici del Parco il numero di cinghiali all’interno dell’area protetta sarebbe di tremila e non diecimila come molti ipotizzano.––

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