BusItalia si impegna con il prefetto «Nel 2022 telecamere sui mezzi»

I sindacati insistono a chiedere una nuova politica sulla sicurezza, mentre l’azienda replica che le accuse sono infondate e non si evidenziano tutti gli sforzi che BusItalia ed il Comune stanno facendo per migliorare la situazione contro le aggressioni di baby gang che imperversano sulle linee periferiche. Questo in estrema sintesi il nocciolo della videoconferenza promossa dal prefetto Renato Franceschelli, ieri con i sindacati, il Comune e BusItalia Veneto.

Sono intervenuti Sandro Lollo (Cisl), Massimo Cognolatto ed Andrea Rizzo (Cgil), Diego Viaro e Matteo Garotti (Faisa), Stefano Pieretti (Adl), Danilo Scattolin (Sgb), Vittorio Rosa (Sls), Paolo Giudica (Fast), Fabio Bigon (Ugl), gli assessori Diego Bonavina ed Andrea Ragona, e per l’azienda il direttore di esercizio Davide Pacifico e l’ad Franco Ettore Viola.


A muso duro gli interventi di Rosa, Scattolin e Pieretti. «Sono anni che in BusItalia manca la trasparenza – ha detto il leader di Sls – La sanificazione dei mezzi non è continua e non capisco perché i lavoratori non possono ancora eleggere i propri delegati alla sicurezza». Scattolin invece ha consigliato di far salire le forze dell’ordine sui bus delle linee più a rischio, specialmente nelle ore serali ed ha anche invitato l’azienda a far rispettare la capienza al 50% sui bus extraurbani spesso sovraffollati. Da parte sua Pieretti ha invitato BusItalia a tenere sempre funzionanti le telecamere a bordo dei bus (laddove ci sono) ed assumere nuovi verificatori visto che ne sono rimasti appena 13 (ed erano 23 fino a poco tempo fa). Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto ancora una volta d’installare la videosorveglianza in tutti i capolinea.

Immediata la risposta di Bonavina, che ha ricordato i lavori in corso per installare una sbarra e la videosorveglianza al capolinea del 24 all’ingresso del Plebiscito. Bigon ha osservato di non trascurare il problema della sicurezza perché, se non saranno eliminati i vandalismi delle baby gang e le aggressioni ai controllori, calerà drasticamente il numero degli utenti. Il prefetto, pur rispettando le posizioni delle parti in causa, ha detto chiaramente che per ovvi motivi d’organico non è possibile far salire le forze di polizia su tutti i bus e su tutte le linee e che i sindacati, se dovessero davvero accertare gravi responsabilità commesse dall’azienda, farebbero bene a rivolgersi direttamente alle autorità competenti.

Da parte sua Franco Viola ha sostenuto che le sanificazioni del tram e dei bus vengono effettuate regolarmente e, a proposito di telecamere, ha ricordato che (grazie alla gara vinta) entro la fine del 2022 arriveranno 350 bus nuovi, tutti dotati di occhi elettronici dell’ultima generazione. —

felice paduano

Frullato di fragole, carote e semi oleosi

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi