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Furbetti dei vaccini, indaga la Regione Veneto. Bloccate le prenotazioni per gli insegnanti

Codici fiscali del personale scolastico usati per parenti e amici. Simoncello: «Decine di casi, verifiche ancora in corso»

PADOVA. Il caso degli “imbucati” nelle prenotazioni per i vaccini contro il Covid riservati al personale della scuola sul link Zerocoda sta provocando un piccolo terremoto. Il primo effetto è quello di aver bloccato le prenotazioni in attesa di un’accurata verifica sui casi in cui lo stesso codice fiscale è stato utilizzato più volte, per prenotare il vaccino oltre che all’avente diritto anche ad altre persone, familiari o conoscenti. Un guazzabuglio di dati da incrociare, mentre prima di riattivare il link saranno inseriti ulteriori filtri capaci di sbarrare la strada a nuove furbate. L’assessore regionale Manuela Lanzarin ha già chiesto all’Euganea una relazione su quanto accaduto e se la stessa Usl si riserva di prendere provvedimenti contro le irregolarità che saranno accertate. Nessun fascicolo ancora in Procura dove si attendono gli sviluppi della situazione. Intanto l’incremento delle forniture di vaccini, 126 mila dosi nel mese di marzo, costringono il Dipartimento Prevenzione a riorganizzare e implementare la campagna di somministrazione.

«Ci siamo accorti di queste doppie o triple prenotazioni analizzando i dati per fare una stima sull’adesione in modo da calibrare la mole di ore e di personale da dedicare all’attività sul personale scolastico» spiega la responsabile della Prevenzione Ivana Simoncello, «per questo motivo ora le prenotazioni sono bloccate. Faremo pulizia degli appuntamenti non corretti e saranno inseriti nuovi filtri sul sistema informatico in modo che non sia possibile utilizzare più volte il medesimo codice fiscale». Per ora i casi accertati sono alcune decine: «Non so quanti sono in tutto, è un lavoro complesso che richiede di controllare nome per nome. Finora abbiamo trovato sia chi ha prenotato per altre persone, sia chi ha prenotato per sé più volte. Solo al termine della verifica» conferma Simoncello, «valuteremo eventuali provvedimenti». Al momento non c’è alcun fascicolo aperto in Procura per quello che potrebbe profilarsi come un tentativo di truffa: per procedere si attende l’esito delle verifiche. E ora l’Usl dovrà preparare una relazione anche per la Regione visto che l’assessore Lanzarin ha chiesto lumi su quanto accaduto. Su 18 mila addetti della scuola, ne sono stati vaccinati poco meno di 600 e chi non si è ancora prenotato dovrà attendere la riattivazione del link.


Entro marzo arriveranno 126 mila dosi: 60 mila Astrazeneca, 16 mila Moderna e 50 mila Pfizer: «In Fiera a Padova aggiungeremo altre 8 postazioni e una o due saranno aggiunte anche a Cittadella e Loreggia» annuncia Simoncello, «in tutte le sedi vaccinali aumenteremo giorni e orario di apertura per dare un’accelerazione. Oltre alle persone affette da fibrosi cistica polmonare e gli oncologici, le nuove indicazioni regionali danno il via libera per la chiamata degli anziani classe 1929 che inizieremo dall’8 marzo. Abbiamo circa duemila 91enni e 1.500 92enni: molti in realtà sono già vaccinati perché sono ospiti delle Rsa, per gli altri coinvolgeremo i medici delle Usca per i vaccini a domicilio». L’Usl dovrà in parte rivedere la scaletta già predisposta ma rimangono validi gli inviti già ricevuti. —
 

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