Vaccini agli insegnanti, a Padova scoppia il caos per le prenotazioni

Lettera dei sindacati alla Regione e al prefetto sul caso: «Dimenticata la fascia tra i 55 e 65 anni, serve più trasparenza»

PADOVA. Caos prenotazioni per i vaccini riservati al personale delle scuole padovane, frequentate da 107.000 studenti. In modo particolare protestano i seimila tra docenti e personale Ata (su un totale di 18 mila) che hanno oltre i 55 anni ed i 99 presidi di Padova e provincia che stanno trovando non poche difficoltà ad essere inseriti nell’elenco dei vaccinandi. Il caos coinvolge in pieno anche i tantissimi supplenti, che hanno la residenza anagrafica fuori provincia.

In pratica, secondo l’accusa, i funzionari del Sisp dell’Usl 6 Euganea, almeno sino al pomeriggio del 27 febbraio, non avrebbero tenuto conto dell’estensione, avvenuta in un secondo momento, del vaccino AstraZeneca sino a 65 anni e non avrebbero incluso nell’elenco del personale anche i dirigenti scolastici.


Hanno preso una dura posizione sia i sindacati del settore, in particolare Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals, con una mail inviata anche a Luca Zaia, Manuela Lanzarin e al prefetto Renato Franceschelli sia lo stesso Provveditore agli Studi, Roberto Natale.

«I sindacati ritengono deplorevole quanto sta succedendo solo nelle scuole padovane e non nelle altre province del Veneto», si legge nella nota unitaria. Lamentano la mancanza di informazioni esaustive e coerenti, «nonostante che a tutt’oggi il rischio biologico ancora elevatissimo, visto che la scuola è luogo di assembramento per definizione in quanto comunità». «L’accesso alla vaccinazione è un servizio essenziale ed improcrastinabile e, quindi, va organizzato con la massima trasparenza, efficacia ed in osservanza di eventuali criteri condivisi».

A questo punto i sindacati chiedono «una risposta immediata da parte di chi ha la responsabilità di quanto sta avvenendo. In caso contrario docenti e non docenti sono pronti a promuovere una mobilitazione totale della categoria».

A muso duro la posizione della segretaria della Flc-Cgil. «In pratica l’autorità sanitaria padovana competente sta trattando il personale della scuola come se si dovessero vaccinare delle pecore», osserva Mara Patella.«Il mondo della scuola è in subbuglio. Chi ha sbagliato si deve assumere le proprie responsabilità. Come mai il caos nelle vaccinazioni si sta verificando solo nelle scuole padovane e, ad esempio, non in quelle limitrofe di Vicenza e di Treviso?» Pesante anche il commento di Carlo Salmaso, docente del Severi che andrà in pensione il primo settembre e coordinatore provinciale dei Cobas: «Non mi aspettavo una cosa del genere», sottolinea Salmaso. «L’Usl Euganea non ha tenuto conto dell’aggiornamento effettuato dalle autorità nazionali di estendere il vaccino AstraZeneca dai 55 ai 65. È un fatto gravissimo. Speriamo che la situazione si evolva nei prossimi giorni».

«Più pacato il commento del dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale. «Senz’altro c’è stato un errore di base dal punto di vista tecnico», sostiene Roberto Natale. «Sono convinto, però, che la possibilità di vaccinarsi diventerà regolare per tutti già a partire dalle prossime ore»-

Ed infatti già nel tardo pomeriggio del 27 febbraio, alcuni presidi hanno comunicato che, a differenza della mattinata, erano riusciti a prenotarsi. Ma i dirigenti hanno continuato a protestare ugualmente perché, in genere, anche quelli che abitano o lavorano a Padova dovranno andare a vaccinarsi all’ospedale di Cittadella. —


 

Frullato di fragole, carote e semi oleosi

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi