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Il sindaco dona al Comune lo stipendio di due mesi a favore del sociale

Il sindaco Riccardo Bernardinello nel giorno dell’insediamento

Bernardinello ha erogato 2.400 euro al municipio di Castelbaldo da destinare al sociale. «Con il Covid le spese sono lievitate: le scuole hanno richiesto il triplo degli investimenti»

CASTELBALDO. Di per sé la somma non dice molto. Duemilaquattrocento euro. Rapportandola però allo stipendio netto, di fatto questa cifra rappresenta più di due mesi di lavoro. Due mesi di lavoro donati alla comunità, che si sommano a tutte quelle ore di lavoro assicurato ai concittadini ben oltre l’orario d’ufficio – ammesso che ne esista uno – e in particolare in quest’anno duro in cui gli amministratori pubblici sono stati chiamati agli straordinari per l’emergenza Covid. Riccardo Bernardinello, sindaco di Castelbaldo, ha voluto donare due mesi del proprio lavoro alla comunità che ormai amministra dai sei anni.

LA DONAZIONE


Riccardo Bernardinello ha 36 anni, ha una laurea in Conservazione dei beni culturali ed è al secondo mandato alla guida del Comune di Castelbaldo, realtà da appena 1.500 abitanti. Fare il sindaco è la sua professione e dunque anche l’unica fonte di reddito. Qualche settimana fa, Bernardinello ha deciso di donare al suo Comune la somma di 2.400 euro, come «erogazione di una quota della propria indennità annua» e con una chiara finalità: l’impiego della somma stessa in ambito sociale, anche e soprattutto viste le tante spese causate dalla pandemia.

Ora, come anticipato, la cifra può sembrare modesta, vista in maniera asettica. Ma va pensato che per Bernardinello questo è l’unico stipendio, e che mensilmente da sindaco ha un’indennità di 1.499 euro, che netti fanno poco più di 1.100. Da qui il facile conto: il dono al Comune è di due mesi lavoro.

IL COMMENTO

Una doverosa premessa: il 36enne primo cittadino non ha “pubblicizzato” la propria scelta, tanto che la notizia si evince dalla lettura dell’albo pretorio comunale e lo stesso sindaco, una volta contattato, quasi è imbarazzato: «Non ho fatto davvero nulla di clamoroso» tiene a commentare «e non penso di essere né il primo né l’ultimo sindaco a voler donare qualcosa al proprio Comune. La mia stessa giunta, in più di qualche occasione, ha sostenuto l’attività del Comune attingendo dalle tasche dei singoli assessori e consiglieri. Non serve una delibera a renderne conto».

Formalismi o meno, l’atto sottoscritto da Bernardinello fa certamente onore al suo mandato: «Non ne ho bisogno. O meglio, è il mio unico stipendio, certo, ma fortunatamente non ho problemi economici. Ho un’idea nobile di politica e ogni mattina voglio svegliarmi orgoglioso di quello che sto facendo per la mia comunità. Anche destinando parte delle mie risorse alle esigenze del Comune, meglio ancora se alla scuola, al sociale, alla cultura».

LA DESTINAZIONE

Bernardinello vuole che quella somma sia destinata al sociale. «Il Covid ha stravolto i bilanci dei Comuni in questo ambito, e d’altra parte in molti casi ha ridotto gli investimenti per altri settori altrettanto importanti, come la cultura».

Un esempio su tutti: «Per la scuola avevamo in programma una spesa di 20 mila euro: il Covid ne ha richiesti almeno 60 mila tra sanificazioni, nuovi spazi, trasporti rivoluzionati». E sulla sua donazione: «Decideremo come impiegare questi 2.400 euro in sede di formulazione del bilancio: l’allestimento della sala multimediale della scuola o un sostegno alla materna potrebbero essere le migliori destinazioni». —
 

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