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Da carcere di Padova a grande polo del design. Al Castello Carrarese nasce il PaD

Ospiterà la collezione Bortolussi e ci sarà anche una caffetteria. Ieri il sopralluogo con le istituzioni e gli ex parlamentari

giorgio barbieri
2 minuti di lettura

il progetto

Si chiamerà “PaD” (Padova design) e trasformerà il Castello dei Carraresi nel nuovo polo culturale e del design della città. Un centro di eccellenza, destinato ad ospitare tra i 250 e i 300.000 visitatori l’anno, e in grado anche di allargare il perimetro del centro storico cittadino. «Si tratta di una straordinaria occasione per Padova», ha commentato il sindaco Sergio Giordani, «per concluderlo servono però ancora finanziamenti».

E proprio ieri l’assessore alla Cultura Andrea Colasio ha guidato la visita al complesso del Castello Carrarese per fare il punto dei lavori e dei progetti in vista dell’imminente trasferimento del complesso al Comune di Padova. Alla visita hanno partecipato, oltre al sindaco Giordani, il rettore Rosario Rizzuto, il vicepresidente della Fondazione Cariparo Donato Nitti, il presidente della Camera di Commercio Antonio Santocono oltre all’ex sindaco Paolo Giaretta, e agli ex onorevoli Piero Ruzzante e Marino Zorzato che negli anni passati, da parlamentari hanno sostenuto il progetto di restauro del Castello.

La collezione Bortolussi

L’accordo di valorizzazione tra il Mibact, l’Agenzia del Demanio e il Comune di Padova, il cui testo è già stato valutato positivamente da Ministero e Demanio, dopo un passaggio alla Commissione Cultura di Palazzo Moroni sarà approvato dal Consiglio comunale. A quel punto, dopo un percorso durato vent’anni, potrà essere firmato in via definitiva dai tre soggetti sottoscrittori e il complesso del Castello Carrarese passerà al Comune. Il percorso si concluderà entra questa primavera.

Gli obiettivi generali dell’accordo, obiettivi che si immagina di raggiungere in undici anni, sono la tutela e la manutenzione futura degli immobili e delle aree trasferite, la garanzia di una utilizzazione e fruizione pubblica del complesso con la realizzazione di attività sociali e culturali compatibili con la tutela del bene immobiliare, anche con la compartecipazione di soggetti privati.

All’interno del complesso l’ala sud, quella che si affaccia sul canale e Riviera Tiso da Camposampiero, ospiterà la Collezione Bortolussi ricca di oltre 3.000 oggetti di design contemporaneo dagli anni Cinquanta agli anni Novanta. Nell’ala est, quella verso Piazza Castello troveranno posto anche sezioni speciali dedicate a artisti padovani di fama internazionale, come Gastone Rinaldi, Compasso d’Oro per il design nel 1954 con la sedia in ferro lamiera e gommapiuma DU30, Gaetano Pesce scultore, designer e architetto, Alberto Biasi, tra i fondatori del Gruppo N, e il fuoriclasse delle opere a smalto a fuoco su metallo Paolo De Poli. Qui troveranno posto anche le opere dei maestri della Scuola Orafa Padovana. I lavori, completamente finanziati, sono in corso.

La caffetteria

Sempre a sud tra il corpo principale del castello e la cinta muraria del carcere, è stato abbattuto l’edificio della lavanderia, realizzato negli anni Cinquanta, e al suo posto si potrà godere di un grande prato, mentre nell’edificio successivo, in direzione ovest, verso la Specola, saranno realizzate caffetteria e ristorante.

La chiesa che oggi custodisce accuratamente imballati gli oggetti della Collezione Bortolussi, diventerà invece un magnifico auditorium. Nell’ala nord il piano terra sarà dedicato al Trecento padovano, mentre il primo e il secondo piano diventeranno spazi per esposizioni non permanenti dedicate al design e all’arte contemporanea. Il cortile centrale, una volta sistemato, ospiterà manifestazioni all’aperto, prevalentemente estive.



L’investimento

L’impegno economico è significativo, se pensiamo che in passato sono già stati investiti circa 15 milioni di euro mesi a disposizione da Comune, dal Mibact e dalla Fondazione Cassa di Risparmio. L’investimento per l’attuale fase di lavori è di circa 5,4 milioni per l’ala sud, già impegnati per i lavori in corso, circa 5,1 milioni per l’ala est (qui bisogna reperire ancora 2 milioni di euro) e 7 milioni per la nord (questi ancora da trovare).

Il progetto restituirà alla città uno dei suoi gioielli e diventerà un polo culturale di livello nazionale in grado di attrarre migliaia di visitatori. «Sarebbe bello nascesse una Fondazione Castello», ha detto Colasio, «questo luogo diventerà un punto di riferimento per tutta la città». —

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