Covid, ancora vittime a Padova: Massimo aveva 48 anni, Vigodarzere in lutto per Gianni

Ialacqua viveva a Curtarolo. A Vigodarzere lutto per Gianni Miozzo, 73enne. Contagi in continua crescita: 218 in mezza giornata

PADOVA. I contagi continuano a crescere e, in mezza giornata, Padova si ritrova a contare 206 positivi in più. È quanto emerge dal bollettino diffuso ieri mattina da Azienda Zero (quello serale ha subìto forti ritardi): in appena dodici ore, i nuovi contagi nel Padovano sono stati 218.

Viste le sole 10 negativizzazioni, il bilancio degli attualmente positivi continua a gonfiarsi: da 5.419 a 5.625 in mezza giornata, 206 in più. Padova resta la provincia con più casi da gestire, davanti a Vicenza (5.303) e Venezia (4.019). Ieri mattina si contavano inoltre 271 persone ricoverate negli ospedali padovani, numero tutto sommato stabile: 30 sono i pazienti in Terapia intensiva. E ancora, ieri sono stati 2 i decessi con Covid-19 registrati entro la mattinata.

Massimo aveva 48 anni

La febbre e il crollo in pochi giorni: il Covid-19 ha vinto le resistenze di Massimo Ialacqua, che aveva solo 48 anni, compiuti l’8 febbraio. È una delle vittime del virus delle ultime ore. Viveva a Curtarolo e per gli amici era “zio Max”. I primi sintomi del virus sono stati avvertiti il 10 febbraio; dopo tre giorni i medici hanno ritenuto necessario il ricovero all’ospedale di Cittadella. Il 48enne si è spento giovedì.

I funerali saranno celebrati lunedì, alle 15.30, in cimitero a Piazzola, secondo la funzione religiosa dei Testimoni di Geova. La famiglia Ialacqua era originaria della Sicilia, ma da quasi mezzo secolo si era trasferita in Veneto: in un primo momento a Padova, poi a Curtarolo e a Piazzola. Massimo lascia la mamma Caterina, il papà Michele e i fratelli Simone, Giuseppina e Francesco. Massimo viveva da solo a Curtarolo e faceva l’operaio saldatore alla Fratelli Bonetti di Marsango di Campo San Martino, una realtà famosa per la realizzazione dei telai delle biciclette sportive dei campioni del ciclismo.

Il fratello Francesco ricorda Massimo come un uomo «appassionato del lavoro e della vita, disponibile con tutti, ironico, sempre con il sorriso, sapeva guardare al futuro con entusiasmo ed aveva una grande fede. Era molto studioso della Bibbia». Un carattere affabile, una disponibilità naturale verso gli altri: «Era una persona buona, generosa, con tanti amici, amava stare in compagnia e fare gruppo».

Coltivava la passione per le istantanee: «Amava molto la fotografia ed aveva frequentato vari corsi. Non poche volte si era messo a disposizione di amici in varie ricorrenze ed eventi, per fare servizi fotografici e video. Come Testimone di Geova, credeva in ciò che studiava mettendo in pratica gli insegnamenti del volersi bene e del saper perdonare. Sapeva sorridere a tutti». Il Covid ha avuto la meglio in appena due settimane: «Non aveva patologie particolari: era sovrappeso, ma non soffriva di altro. Il primo sintomo è stato la febbre. È stato ricoverato in pneumologia, poi il 15 è stato necessario il ricovero in Terapia intensiva e mercoledì è stato intubato». L’impossibilità di dirsi addio con l’umanità necessaria ha fatto male a chi lo amava: «L’abbiamo sentito l’ultima volta via messaggio domenica. Mamma, papà e mio fratello sono positivi con sintomi lievi, mio padre è asintomatico».

lutto a VIGODARZERE

La comunità di Tavo di Vigodarzere ha perso uno dei suoi storici concittadini, Gianni Miozzo, 73 anni, mancato giovedì all’ospedale di Cittadella dove era ricoverato da settembre per alcune patologie. Le sue condizioni si sono ulteriormente complicate una ventina di giorni fa, quando gli è stata riscontrata la positività al Covid: la malattia ha rapidamente fatto precipitare il quadro clinico.

I suoi familiari sono riusciti a dargli un ultimo saluto la settimana scorsa. In pensione da poco, il suo lavoro di montatore di strutture per capannoni lo aveva portato a girare il mondo. Gianni Miozzo lascia i figli Samantha e Manuel con Manuela, la compagna Maria Grazia e gli adorati nipoti Gioele ed Elia. Il funerale sarà celebrato il 3 marzo alle ore 15.30, nella chiesa di Tavo di Vigodarzere. —

Silvia Bergamin

nicola cesaro

Cristina Salvato
 

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