Auto dall’estero e Iva evasa In due finiscono a processo

La Procura contesta la frode a un 53enne di Saletto e a un 34enne di Baone La Guardia di finanza di Este ha preso in esame la vendita di 344 automobili

megliadino san vitale

La sede legale della loro azienda era in Slovenia, ma stando alla Procura quella locazione era fittizia e serviva semplicemente ad evitare le tasse italiane. Per questo C.V., 53 anni, residente tra Noventa Vicentina e Saletto di Borgo Veneto, e il suo addetto alla vendite T.T., 34enne di Baone, si trovano a giudizio: la Procura di Vicenza, nella figura del pm Alessia La Placa, li accusa di diverse ipotesi di evasione fiscale. Accuse che i due negano con forza.


Ai due la pubblica accusa attribuisce un sistema fraudolento legato all’importazione di auto usate dalla Germania. La frode fiscale si sarebbe concretizzata attraverso l’autosalone Reventon Car srl di Noventa Vicentina e un nugolo di società “estere”: la Reventon Avto Doo con sede in Slovenia, ma anche la Vm Service Doo, la Veronese Claudio Doo (questa con sede in Croazia) e la Rivale Ltd (quest’ultima localizzata fiscalmente in Bulgaria). L’autosalone di Noventa era finito sotto sequestro l’anno scorso: a mettere i sigilli erano stati gli uomini della Guardia di finanza di Este, che avevano sequestrato beni per 2 milioni di euro, tra cui anche un altro autosalone a Megliadino San Vitale, un albergo a Noventa Vicentina e uno yacht di lusso.

Le Fiamme gialle hanno preso in esame la cessione di almeno 344 vetture: gli acquirenti, di fatto, ottenevano queste automobili con uno sconto indebito, quello dell’Iva mai pagata in Italia. Il meccanismo fraudolento, stando alle indagini della Finanza atestina, andava avanti dal 2016. I rivenditori, sempre stando alle risultanze degli investigatori, avvalendosi della collaborazione di agenzie automobilistiche, pur esercitando a tutti gli effetti attività di commercio di autovetture usate, hanno agito come acquirenti privati. Come? Presentando, presso diversi uffici della Motorizzazione, delle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà nelle quali attestavano, falsamente attraverso società in apparenza operanti all’estero, di aver assolto negli stati dell’Est europeo gli obblighi relativi all’acquisto intracomunitario. Le auto invece erano già arrivate in Italia direttamente dalla Germania. In soldoni, la coppia è accusata di non aver pagato le tasse i Italia. I due imputati dovranno tornare in aula il prossimo aprile. —



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