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Trovato morto in casa, i carabinieri: "Volto scarnificato presumibilmente dal proprio cane"

Tragedia della solitudine ad Albignasego, la spiegazione del veterinario: "E' probabile che il cane inizialmente abbia provato a rianimare il suo padrone, leccandogli il volto; poi, vedendo che non si svegliava, avrà tentato di morderlo per rianimarlo, fino ad arrivare a scarnificarlo"

ALBIGNASEGO. Morto da almeno quattro giorni, quando i carabinieri, avvertiti dalla vicina per l’insistente abbaiare del cane, sono entrati nell’abitazione di un uomo di Albignasego, lo hanno trovato riverso a terra, il volto sfigurato dai morsi del suo animale.

Il medico legale eseguirà gli accertamenti, ma per ora paiono da escludersi cause violente per la morte di Antonio Chieregato, 69 anni compiuti il 4 febbraio scorso, pensionato e vedovo. La casa era talmente in disordine che inizialmente si era ipotizzato potesse aver sorpreso un ladro a rubare e che il furto fosse finito in tragedia. Ma il medico legale non ha ravvisato segni compatibili con una morte causata da terze persone. Il corpo è comunque a disposizione dell’anatomopatologo per ulteriori, approfonditi accertamenti.

Antonio Chieregato, che non pare soffrisse di particolari patologie, ha probabilmente avuto un malore nel salotto della casa in via Caboto dove aveva sempre vissuto, fin da bambino. Abitava da solo, in compagnia del suo cane, un meticcio di taglia media di colore nero. Era rimasto solo nel 2013, in seguito alla scomparsa della giovane moglie, che aveva sposato pochi anni prima, nel 2006. La donna, Alice Goldin, soffriva fin dalla nascita di una patologia congenita ai polmoni ed era in attesa di un trapianto, ma purtroppo, a 36 anni appena, sopraggiunsero improvvise quanto fatali complicazioni.

Rimasto solo, Chieregato si era forse lasciato andare. A preoccuparsi di lui è stata una delle vicine, attenta alle sue abitudini e a quelle del suo cagnolino. Se è vero che Chieregato faceva una vita molto ritirata, la donna però era abituata a vederlo ogni tanto e specialmente a notare il cagnolino uscire per i bisogni. Da quattro giorni però la luce continuava a rimanere accesa anche di giorno, le imposte erano sempre nella stessa posizione, il cane non era più uscito e anzi, continuava ad abbaiare con insistenza.

Giovedì sera, preoccupata, si è quindi rivolta al 112 chiedendo un intervento. II carabinieri, giunti insieme ai vigili del fuoco, hanno dapprima temuto il peggio trovando la porta sul retro, che dà sulla campagna, appena accostata, e dentro un grande disordine, i cassetti aperti, oggetti sparsi a terra e l’uomo riverso sul pavimento, il volto irriconoscibile.

E’ probabile che, come spesso accade, il cane inizialmente abbia provato a rianimare il suo padrone, leccandogli il volto; poi, vedendo che non si svegliava, avrà tentato di morderlo per rianimarlo, fino ad arrivare a scarnificarlo. Un comportamento per nulla insolito nei cani che rimangono giorni a vegliare il corpo dei loro proprietari. Il meticcio è stato prelevato dal servizio veterinario e portato al canile sanitario di Selvazzano per essere tenuto qualche giorni in osservazione.

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