Moda, sport e calzature Rambaldi presidente del gruppo Assindustria

L’amministratore di Fashionart succede a Zanatta «Dopo il turismo siamo il settore più colpito dal Covid»

Andrea Rambaldi è il nuovo presidente del Gruppo Moda Sport e Calzatura di Assindustria Venetocentro. Subentra ad Alberto Zanatta e il suo mandato si concluderà nel 2023. Padovano, 52 anni, Rambaldi è amministratore unico di Fashionart di Limena, azienda specializzata nel progetto e produzione di capi di abbigliamento per l’alta moda. Sarà affiancato dai vicepresidenti Angelo Dal Mas (presidente Maglificio Giordano’s di Cappella Maggiore), Otello Lucietto (country manager di Italy Riri SA di Padova) confermati e Sandro Parisotto (presidente del Calzaturificio Scarpa di Asolo).

Il 2020 del comparto Moda italiano si chiude con un fatturato di 72,5 miliardi, in contrazione del -26% rispetto al 2019. I dati nazionali confermano il sistema del tessile, abbigliamento e calzature tra i più colpiti dalla pandemia. L’impatto è stato duro anche in Veneto, dove le aziende del settore registrano nel 2020 una variazione media del fatturato del -19,8% rispetto all’anno precedente. Cadute anche per produzione (-14,9%) e ordini (-18,1%, Unioncamere Veneto). È la sintesi di dati diffusi e fortemente polarizzati. Secondo la stima di Assindustria Venetocentro, il 75% delle aziende del comparto moda, sport e calzatura di Padova e Treviso ha chiuso l’anno con fatturato in calo; per una su due la caduta è tra il -10 e il -50%. Nei primi nove mesi gli scambi con l’estero si sono ridotti del -20,3%. Tuttavia il saldo commerciale resta saldamente attivo (322 milioni).


«Ringrazio i colleghi imprenditori per la loro fiducia e Alberto Zanatta, di cui raccolgo l’importante testimone» ha detto Rambaldi «il settore della Moda, Sport e Calzatura è stato il più colpito dalla pandemia, dopo il turismo. Un impatto senza precedenti, perché la Moda vive molto di mobilità, di fisicità, ed è per questo che la campagna vaccinale è oggi la priorità per poter tornare ad allestire fiere, a viaggiare, ad accogliere le persone nei negozi e soddisfare la domanda di qualità e di Made in Italy. Nonostante ciò le imprese hanno reagito, dimostrato capacità di adattamento e di cogliere questo momento drammatico per compiere un ulteriore salto di qualità, sostenuto da digitalizzazione, nuovi modelli organizzativi e di vendita, sostenibilità, internazionalizzazione del sistema e soprattutto formazione che sarà al centro della nostra azione, con particolare riferimento alla formazione tecnica superiore e universitaria per preparare profili sempre più introvabili e includere i giovani. La filiera moda, fatta di migliaia di piccole imprese, è un’industria chiave per il Veneto e l’Italia, e come tale va adeguatamente sostenuta. Anche sul tema vitale in questo momento della liquidità e accesso al credito per preservarla. Dobbiamo aver fiducia nelle nostre imprese, valorizzare le filiere di eccellenza. Su questo tema, il nostro Gruppo è già al lavoro su un documento che ne rappresenti i valori e le potenzialità e li traduca in proposte concrete di policy». —



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