Contagi, a Padova il record del Veneto. Alla Briosco 4 classi in isolamento

La nostra provincia è quella con più casi da gestire (5.419) e con il maggior aumento dalla settimana scorsa (+53,4%) 

PADOVA. Quasi trecento contagi in un giorno e Padova diventa la provincia veneta con il maggior numero di casi Covid da gestire. Ritorna ad esserlo, in realtà, dopo giorni in cui lo spiacevole primato spettava a Vicenza anche in virtù del brusco rallentamento delle positività tra Padova e provincia. E tra i tanti casi, preoccupa quello della scuola media statale Briosco: nel pieno del lutto per la scomparsa di una docente positiva al Covid, sono quattro le classi finite in quarantena.

L’andamento


In ventiquattro ore sono 295 i contagi rilevati nel Padovano. Viste le 136 negativizzazioni, i positivi in più rispetto al giorno prima sono 158. Il totale dei padovani attualmente positivi è di 5.419: da mercoledì sera Padova è dunque la provincia con più casi da gestire, davanti a Vicenza che ne conta 5.265 e a Venezia che ne ha 3.962. E se un mese fa le positività nella nostra provincia erano quasi 8 mila, va anche sottolineato che appena una settimana fa i contagi erano stabili sotto quota 5 mila. Il 18 febbraio, ad esempio, si assestavano sui 4.829, peraltro in costante discesa.

Stando ad un’analisi della Fondazione Gimbe, organismo scientifico indipendente, Padova è la provincia veneta che ha avuto il maggior incremento di contagi rispetto alla settimana scorsa: +53,4%, diciassette punti percentuali in più rispetto a Vicenza. A livello nazionale, il Padovano è tra le prime quindici province in questa speciale graduatoria. Padova in Veneto ha anche la maggior incidenza di contagi ogni 100 mila abitanti: 155,3, contro i 129,87 di Treviso che però questa settimana ha meno contagi di quella passata. La decisa risalita degli ultimi giorni nel Padovano, dunque, preoccupa. Il bollettino di Azienda Zero ieri segnalava inoltre un decesso per Covid-19 e 270 persone ricoverate, 31 in intensiva, 199 in area non critica a 40 in ospedale di comunità. I ricoverati rilevati ieri sono 2 in meno rispetto al giorno prima.

Classi in quarantena

Si aggrava, intanto, la situazione sanitaria alla media statale Briosco, la scuola dove insegnava la docente d’inglese Manuela Andreoli, deceduta lunedì scorso a soli 49 anni, dopo che aveva contratto il virus prima delle vacanze di carnevale e dopo un breve ricovero in ospedale.

Per alcuni casi positivi individuati tra i ragazzi il preside, Stefano Rotondi, in base alle regole sanitarie vigenti, ha dovuto chiudere la didattica in presenza di ben quattro classi su dieci all’interno dello stesso plesso di via Filippo Lippi, all’Arcella, nel rione San Bellino.

Quindi da oggi sono chiuse la prima, la seconda e la terza C, in pratica le classi dove insegnava la professoressa Andreoli ed in più anche la seconda D. E non è finita per il Terzo Istituto Comprensivo. In quarantena c’è anche tutta la seconda B della scuola elementare Leopardi, in via Crivelli. Tutti gli allievi potranno rientrare a scuola solo quando dimostreranno di essersi negativizzati.

Scuola appesa al Sisp

Non è escluso che il Sisp dell’Usl 6, già questa mattina, possa disporre di chiudere l’intero plesso con tutte le dieci classi perché, a questo punto, si potrebbe parlare di un vero e proprio focolaio. «Purtroppo la Briosco sta attraversando un brutto momento» sottolinea il preside Rotondi «Speriamo che tutto si risolva nel giro di pochi giorni. La morte della professoressa Andreoli ci ha sconvolto. Abbiamo dovuto spostare anche il momento di raccoglimento che i genitori avevano organizzato per ricordarla». Ieri è stata fissata la data dei funerali. Si terranno lunedì alle 10.30 nel Duomo cittadino. La docente lascia il marito, Kristian Koch, i cinque figli Alice, Chiara, Benjamin, Maria e Sebastian, le sorelle Claudia e Silvia, il fratello Andrea ed i fratelli della Prima Comunità Neocatecumenale dei Servi di Dio. —


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